Vittorio Brumotti, le parole di Geremia prima di morire: “Ci pensi tu a mamma e papà”
A La volta buona Vittorio Brumotti racconta di Geremia, erano amici, aveva solo 14 anni, portato via da un terrible tumore
Vittorio Brumotti è l’ospite speciale di oggi 20 gennaio 2026 di Caterina Balivo, l’ospite che con la sua intervista chiude la puntata de La volta buona. Molti lo ricorderanno spericolato con i suoi record mondiali, con la sua bici, anche inviato di Striscia la notizia. Altri ricorderanno che è l’ex di Giorgia Palmas. C’è molto di più dei salti nel vuoto per Vittorio Brumotti, c’è l’impegno sociale.
C’è l’attenzione vera alle persone, a chi è più fragile, in difficoltà e c’è quell’amicizia così speciale che Vittorio Brumotti aveva con Geremia. E’ con il ricordo di un ragazzino speciale che chiude l’intervista, gli occhi lucidi ma solo sorrisi da mostrare, perché altrimenti Geremia si potrebbe arrabbiare. >>>Anche Vittorio Brumotti vittima del ragno violino: “morso due volte”
Vittorio Brumotti a La volta buona
“Geremia voleva nascondere ai genitori la sofferenza, era un piccolo eroe veramente perché per non far vedere che soffriva, che aveva dei dolori diceva ‘no è tutto a posto, tutto a posto, sto bene’” racconta Vittorio Brumotti.
Erano diventati amici Vittorio e Geremia, si erano conosciuti in ospedale, a soli 14 anni combatteva contro un tumore osseo molto aggressivo, una malattia diagnosticata a giugno del 2022.
Con Geremia c’era tutto l’amore della sua famiglia, di mamma Stefania e papà Mirco, dei fratelli e di Vittorio ma è mancato mentre si trovava ricoverato all’ospedale Maria Teresa di Calcutta, a Schiavonia (Padova).
“Un giorno non si capiva più cosa fare, la situazione inizia a diventare drammatica e il giorno prima sono andato in ospedale e nonostante la sua grande sofferenza per celare il tutto noi non dicevamo sempre la verità e a lui diciamo che era un tagliando e che poi sarebbe tornato a casa e pensiamo di averglielo fatto credere…” spiega Brumotti.
“Il giorno prima sono andato in ospedale e mi ha detto fitto ‘però ci pensi tu a mamma e papà’ e il giorno dopo si spento. Ma noi siamo duri però altrimenti lui si arrabbia se noi siamo tristi, perché lui era rock and roll ed è rock and roll e anche la famiglia che ci segue da casa”.
Vittorio conclude: “mi raccomando ricordate che l’umore ammazza il tumore dunque noi dobbiamo andare in questi reparti e portare veramente felicità perché basta niente, soprattutto un po’ di adrenalina che le smuova queste persone… Potrebbe capitare a tutti noi, speriamo sempre di no, ma se capitasse mai uniamoci veramente a fare rock and roll in reparto”.