Jet lag e bambini: come superarlo

Vediamo come affrontare il jet lag con i bambini aiutandoli a soffrire il meno possibile del nuovo fuso orario

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Partire per una vacanza dall’altra parte del mondo con i bambini può essere un’esperienza meravigliosa, ma il jet lag rischia di trasformare i primi giorni del viaggio in una vera sfida per tutta la famiglia. Il cambio di fuso orario può infatti alterare il ritmo sonno-veglia dei più piccoli, rendendoli irritabili, stanchi durante il giorno e svegli nel cuore della notte. Fortunatamente esistono alcuni accorgimenti che possono aiutare i genitori a gestire meglio questa fase di adattamento.

Jet lag e bambini: come superarlo

Viaggiare con tutta la famiglia, raggiungendo posti lontani, è molto bello ma in alcuni casi bisogna tenere in considerazione iljet lag. Infatti i bambini possono risentirne più degli adulti, manifestando alcuni sintomi legati soprattutto a problemi nell’alternanza tra il sonno e la veglia, ma anche malessere generale e disturbi dell’attenzione. Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere per aiutare i bambini a soffrire il meno possibile del jet lag. Si tratta di consigli utili anche per i genitori, che possono farne tesoro nel corso di un viaggio.

Ovviamente quando si organizza un viaggio con i bambini, le loro esigenze sono al primo posto. Se si vuole viaggiare andando in Paesi con un fuso orario diverso, non si può prescindere dal jet lag. Se i bimbi sono piccoli, è possibile che risentano meno della differenza di orario. I neonati infatti sono abituati a dormire diverse volte al giorno, e non solo la notte. Vediamo come pianificare al meglio il viaggio e come preparare i bambini alla partenza.

Se si viaggia verso i Paesi dell’Est, nei giorni che precedono il viaggio si consiglia ai genitori di metterli a letto almeno una o due ore prima, facendo in modo di esporli al sole al mattino. Bisogna fare invece il contrario se si va ad Ovest, facendo in modo di far addormentare i piccoli una o due ore dopo la sera, favorendo la loro esposizione alla luce nelle ore serali. Nel corso del viaggio bisognerebbe cercare di far dormire i piccoli seguendo gli orari del Paese di destinazione, così che possano iniziare ad abituarsi. Una volta atterrati, se si arriva nelle ore diurne bisogna evitare di dormire per troppo tempo. I bambini possono riposare un’oretta se si arriva la mattina, per poi uscire così da adattarsi al nuovo orario. Se si arriva di pomeriggio o di sera, bisogna invece cercare di resistere fino all’ora di andare a letto.

1. Iniziare ad adattare gli orari prima della partenza

Se il viaggio prevede un importante cambio di fuso orario, può essere utile modificare gradualmente gli orari di sonno e dei pasti qualche giorno prima della partenza. Anticipare o posticipare l’orario della nanna di 15-30 minuti al giorno aiuta l’organismo del bambino ad affrontare meglio il cambiamento.

2. Favorire l’esposizione alla luce naturale

La luce del sole è uno dei principali regolatori dell’orologio biologico. Una volta arrivati a destinazione, trascorrere del tempo all’aria aperta durante il giorno può aiutare il corpo del bambino a sincronizzarsi più rapidamente con il nuovo orario locale. Anche una semplice passeggiata può fare la differenza.

3. Mantenere una buona idratazione

I lunghi viaggi in aereo possono favorire la disidratazione, che spesso accentua la sensazione di stanchezza e malessere legata al jet lag. È importante incoraggiare i bambini a bere regolarmente acqua durante il volo e nelle ore successive all’arrivo, limitando invece bevande zuccherate o contenenti caffeina nei più grandi.

4. Non forzare subito i ritmi

Molti genitori desiderano che i figli si adattino immediatamente ai nuovi orari, ma ogni bambino ha tempi diversi. Se il piccolo appare particolarmente stanco, può essere utile concedere un breve riposino durante il giorno, evitando però sonnellini troppo lunghi che potrebbero interferire con il sonno notturno.

5. Creare una routine rassicurante

Anche lontano da casa, mantenere alcuni rituali abituali può aiutare i bambini a sentirsi più sicuri. Leggere una favola prima di dormire, utilizzare il peluche preferito o seguire la consueta routine serale favorisce il rilassamento e facilita l’addormentamento nel nuovo ambiente.

Quanto dura il jet lag nei bambini?

La durata del jet lag varia in base all’età del bambino e al numero di fusi orari attraversati. In genere i più piccoli riescono ad adattarsi nel giro di pochi giorni, anche se in alcuni casi possono essere necessarie una o due settimane per ritrovare completamente il normale ritmo sonno-veglia. Pazienza, flessibilità e qualche piccolo accorgimento sono spesso gli ingredienti migliori per iniziare la vacanza con il piede giusto.

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