Libri da leggere 2011: Il Mullah Omar di Massimo Fini

Libri da leggere 2011 – recensioni

Il Mullah Omar

Il Mullah Omar di Massimo Fini è un libro terribile e pericoloso. E non lo è tanto per il vespaio di polemiche che ha suscitato, ben sintetizzato dalle parole delle varie Maria Giovanna Maglie che hanno definito Massimo Fini “indegno, scandaloso, inaccettabile” e  quanto perchè la biografia del Mullah Omar spezza uno per uno tutti i luoghi comuni costruiti attorno a questo personaggio dalla disinformazione dell’Occidente. Da sempre autore scomodo e anticonformista, Massimo Fini già in altre sue opere, come ad esempio Il ribelle dalla A alla Z, aveva squarciato il muro di disinformazione e di arroganza basato sui sentito dire che è stato eretto per chiudere in una cappa di silenzio qualsiasi obiettiva analisi sul movimento dei Talebani e in particolare sul suo indiscusso leader, il mullah Omar. Già nel Ribelle, Fini, aveva opposto la visione della vita del capo talebano a quella dell’occidente.

Un’antitesi tra diverse concezioni della storia: da un lato la difesa a oltranza del passato dalle contaminazioni moderniste dall’altro la fede assoluta in un progresso che dopo aver svuotato le anime ora presenta anche il suo conto economico.

Nella biografia del Mullah Omar di Massimo Fini tutti i concetti espressi nel Ribelle sul capo talebano vengono ripresi e ampliati. In fondo la missione di questo libro non è tanto eclatante, in quanto si tratta essenzialmente di raccontare una storia di un uomo e di un paese cercando di analizzare i fatti dal punto di vista di quel paese, ossia secondo le sue usanze e le sue tradizioni. Un approccio giusto ma che inevitabilmente cozza con quello che il postulato dell’analisi occidentale che, ritenendo il suo mondo il migliore possibile, analizza e giudica chi di questo mondo non vuol far parte, unicamente dal suo punto di vista, condannando i suoi usi con una arroganza tipica di chi non ritiene che ci possa essere altro all’infuori di sè.

Recensione Il Mullah Omar di Massimo Fini

Il Mullah Omar e i Talebani sono per tutti dei terroristi e i responsabili degli attentati dell’11 settembre. Questa definizione è stato il frutto della pessima infomazione di media e giornali. Eppure, scrive Massimo Fini, non c’era un solo talebano nel commando guidato da Atta e lo stesso legame tra il mullah Omar e Bin Laden (l’orginario Bin Laden e non il suo fantasma recentemente ucciso per giustificare la smobilitazione in Afghanistan e l’intervento Usa nel mediterraneo europeo) è stato molto complesso e contrastato, anche perchè Bin Laden in Afghanistan non lo portarono i talebani ma i leader della filoamericana Alleanza del Nord.

Il libro di Massimo Fini, con dovizia di particolari, ricostruisce il modo attraverso il quale un poverissimo studente del Corano e validissimo combattente anti-sovietico, riuscì, partendo da un piccolo villaggio e riportare l’ordine nel 90% dell’Afghanistan devastata dalle lotte tra i signori della guerra, un tempo eroici membri della resistenza antisovietica e poi criminali e trafficanti di droga. Un’impresa, sottolinea Fini, avvenuta grazie a due fattori: da un lato il prestigio guadagnato dal mullah attraverso il suo modo di agire (una delle sue prime azioni fu l’impiccagione di un signore locale che aveva stuprato due donne) e dall’altro la forte carica ideologica dei Talebani.

Fini, intendiamoci, non intende minimamente trasformare il suo libro in un elogio dei Talebani, anche perchè ciò sarebbe contrario al suo stile di pensiero, ma solo cercare con obiettività storica di ricostruire la verità. E così l’autore riconosce da un lato l’errore di Omar nel volere applicare la più rigorosa interpretazione della Sharia anche ai centri come Kabul, ma dall’altro non può evitare di sottolineare la capacità dei Talebani di ridare unità e sicurezza a uno stato diviso in mille fazioni e clan. Probabilmente, riconosce Fini, una volta preso il potere i talebani si sarebbero limitati all’edificazione interna del loro Emirato d’Afghanistan, anche perchè, per quanto nè dica una certa disinformazione, i Talebani sono essenzialmente dei nazionalisti a cui non importa assolutamente nulla dell’esportazione della Sharia.

Il cammino del loro esperimento fu però interrotto dall’11 settembre e dalla guerra all’Afghanistan, o sarebbe meglio dire fu interrotto dal NO talebano alla realizzazione da parte della statunitense Unocal di un gasdotto che avrebbe dovuto attraversare il loro paese. Il resto è storia nota con la guerra impari tra uomini armati di coraggio e droni guidati dal Nevada, gli attacchi kamikaze (estranei alla cultura talebana fino all’invazione Usa), il pantano, la destabilizzazione, la ripresa del commericio di oppio (abolito dal Mullah Omar), lo strano caso degli italiani che per lungo tempo hanno pagato per non essere attaccati, i matrimoni bombardati da aerei Usa, l’arroganza degli yankee e il coraggio di inglesi e olandesi che a differenza degli Usa combattono sul campo come soldati e l’inafferrabilità di uomo che nessuno afghano vende perchè per gli afghani il coraggio viene prima di tutto.

Massimo Fini, Il Mullah Omar

Marsilio Editori, 2011

Enzo Lecci

 

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