InFame: Ambra Angiolini si mette a nudo

Ne aveva già parlato qualche anno fa Ambra, di quel disturbo alimentare che ha influenzato la sua vita per anni. Lo fa però mettendosi a nudo, con parole che restano indelebili su carta. Scrive tutto Ambra Angiolini nel suo InFame, il suo primo libro nel quale racconta con una chiave volutamente ironica, quello che è da sempre il suo rapporto con il cibo. Chiamiamo poi le cose come stanno: Ambra parla della malattia, la bulimia, che troppo spesso non viene considerata tale mentre si dovrebbe trovare il coraggio di chiedere aiuto, di parlarne, di capire che c’è una mano da tendere verso qualcuno che possa aiutare chi non sta bene. E forse Ambra sceglie di raccontare la sua lotta contro l’infame che per anni ha divorato la sua anima.

Un racconto non troppo ordinato quello che Ambra fa ai suoi lettori. E’ un po’ come i chili di cibo che entrano nel suo stomaco e gonfiano la sua pagina, c’è di tutto senza riferimenti troppo diretti a date, età, nomi. Non parla mai ad esempio di Non è la Rai e di come anche quell’esperienza televisiva quando era così piccola le ha cambiato la vita in meglio ma anche in peggio. Ci fa solo sapere che tutto è iniziato prima e che è continuato ancora. Non ci dice nulla del suo lavoro, delle sue soddisfazioni, dei traguardi perchè quando il tuo unico scopo è quello di comprare cibo e ingurgitare di tutto, persino l’impasto dei muffin, allora non hai modo di pensare a quello che di importante stai costruendo.

L’Ambra di InFame non ci porta dietro le quinte di un programma, ci parla a stenti delle persone che hanno fatto parte della sua vita, se non per tracciare delle precise corresponsabilità. Perchè anche non rendersi conto di quello che succede a una figlia, non è cosa da poco. Come non deve passare in sordina anche il fatto che spesso si minimizzi. Tutte cose che per una persona con un disturbo alimentare non sono di nessun aiuto. Perchè forse l’aiuto di chi sta al fianco di una persona che ha disturbi alimentari, non sarà mai accettato ma sarebbe un inizio.

INFAME RECENSIONE: IL PRIMO LIBRO DI AMBRA ANGIOLINI

Nel libro scopriamo che la salvezza di Ambra è stata sua figlia, l’aMore che le ha cambiato la vita. La piccola Yolonda che ha rimescolato le carte, che ha acquietato il suo bisogno di amore. Perchè con quelle scatolette di tonno mangiate a tutte le ore, con quei gelati biscotto, Ambra urlava anche se da sola, a tutti quanto avesse bisogno di essere amata. E con l’arrivo della piccola Yolanda la bulimia è tornata a dormire, questa volta, sembra per sempre.

Difficile commentare una storia così forte, un percorso di vita così complicato. E’ una storia e le storie non possono prendere dei voti per come sono scritte o raccontate. Si può solo ammirare il coraggio di chi sceglie di condividere perchè non è facile.

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La riflessione finale su InFame ci lascia solo pensare che molte ragazze o ragazzi nella situazione di Ambra potrebbero pensare che non esista modo di uscirne se non con un evento che ti cambia la vita. In realtà ci sono esperti che aiutano tutte le persone che soffrono di questo disturbo alimentare ed è forse questa l’unica pecca del libro scritto dall’attrice. Il fatto che lei non abbia trovato il modo di essere aiutata non significa che non si possa mettere fine a tutto questo con la volontà e con l’aiuto di esperti in un percorso che non sarà semplice ma che potrà servire per ricominciare.

Ammirevole in ogni caso, come detto in precedenza, il coraggio di Ambra di essere comunque un esempio. Con il suo mettersi a nudo, proprio come ha fatto la prima volta in cui si è trovata da sola con Francesco Renga ( che non viene mai nominati nel libro in modo esplicito) mostra quello che è davvero, senza paura. O forse un po’ di paura ce l’ha anche avuta, rileggendo sulle pagine di InFame la sua storia. Ma ha vinto l’amore.

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