Tubercolosi Roma: sale a 34 il numero di bimbi positivi al test

Dieci giorni fa era stata resa nota a tutti la notizia che un’ infermiera del reparto di neonatologia del policlinico Agostino Gemelli di Roma aveva contratto la tubercolosi. Dopo avere ovviamente allontanato il soggetto per limitare il rischio di contagio, la direzione sanitaria del Gemelli si era attivata subito informando dell’accaduto tutti i genitori dei bimbi nati in ospedale tra i primi giorni del marzo 2011 fino a metà luglio 2011, e chiedendo loro di portare i piccoli nelle strutture e nei giorni indicati per un prelievo.

Oggi si apprende che il numero di bambini risultati positivi al test della tubercolosi sé salito a 34, gli ultimi dieci sono stati da poco aggiunti alla lista, altri 7 maschietti e 3 femmine. Tutti i genitori sono stati richiamati. Gli ultimi casi riguardano piccoli nati nel mese di marzo, maggio, giugno e luglio, giustificato dunque l’allarme scattato nei confronti di tantissimi neonati.

Ricordiamo che i centri dove sono ancora in corso i controlli sono l’ospedale Spallanzani, il Bambino Gesù, l’Asp e la Asl Roma E, che si aggiungono ovviamente al policlinico Gemelli. I neonati chiamati devono semplicemente sottoporsi ad un test ematico che rivela la presenza o meno degli anticorpo della tubercolosi. Se il risultato è positivo il contagio c’è stato e in tal caso si fa riferimento ai protocolli internazionali. In genere è necessario somministrare solo l’antibiotico previsto, la Rifampicina. Se il test invece è negativo non c’è più nulla da temere.

Il contagio avviene per via aerea, dunque un semplice colpo di tosse può essere il veicolo giusto, infatti la tosse è proprio uno dei sintomi della tubercolosi. La malattia si manifesta nell’arco di 12 settimane dal momento del contagio, ma sembra che il rischio di contrarla sia davvero basso. Fondamentale scoprirlo per evitare gravi complicazioni.

 

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