Arriva l’influenza: tutto quello che dobbiamo sapere

Arriva dicembre, arrivano i primi freddi che ci ricordano che il Natale è vicino e, puntualmente, arriva l’influenza che costringe, come ogni anno, migliaia di italiani a letto. Quest’anno l’influenza arriva dall’Australia e non ha tardato ad arrivare in Italia. E’ già “sbarcata” nel nostro Paese dunque è bene riguardarsi e capire quali sono i sintomi dell’influenza australiana 2011-2012. Uno dei 3 virus dell’influenza di quest’anno, è stato isolato a Genova, in un uomo di 46 anni, grazie ai medici sentinella della rete di sorveglianza Influnet. Ha spiegato Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli studi di Milano che si tratta di uno dei 3 virus che si aspettavamo, l’A/H3N2/Perth, uno dei 2 ceppi australiani dell’influenza di quest’anno. Dunque niente paura per tutti coloro che hanno provveduto al vaccino preventivo 2011-2012: il virus è uno di quelli contenuti anche nel vaccino, che dunque si conferma efficace, come fa sapere il virologo.L’unico appello che il virologo si sente di lanciare alla popolazione riguarda l’importanza della vaccinazione. Pregliasco fa sapere che quest’anno si stanno vaccinando poche persone, un po’ perchè il caldo si è protratto più a lungo del solito e un po’ perché continua lo strascico negativo delle polemiche di due anni fa sul vaccino pandemico. Il virologo fa sapere inoltre che “L’isolamento del virus in questo periodo fa confermare la previsione iniziale, ossia che l’epidemia vera e propria scoppierà da Natale in poi”. Dunque massima attenzione per tutti coloro che hanno prenotato un viaggio per capodanno: il consiglio è quello di ricorrere al vaccino o, se proprio non è possibile, di riguardarsi coprendosi per bene quando si esce, mangiando sano, assumendo vitamine e mantenendo una dieta equilibrata. Pregliasco fa sapere: “Anche se, come abbiamo detto più volte, salvo imprevisti questa stagione influenzale si annuncia a bassa-media intensità (2-4 milioni di italiani colpiti), come ogni influenza non va sottovalutata. Anche in una stagione come questa si possono prevedere infatti circa 2mila morti, quindi vaccinarsi è fondamentale per evitare l’infezione e le sue complicanze nelle persone a rischio. Vacciniamoci – ribadisce il virologo – ricordandoci che l’effetto-scudo scatta 10 giorni dopo l’iniezione”.

 

 

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