Andare a dormire a orari diversi fa male al cuore? Bastano 29 minuti per aumentare il rischio, secondo uno studio
Qual è il legame tra il cuore e l'orario in cui andiamo a dormire?
Qual è il legame tra il nostro cuore e l’orario in cui andiamo a dormire? Dormire bene è fondamentale per la salute, ma potrebbe non essere sufficiente assicurarsi le classiche sette o otto ore di riposo ogni notte. C’è infatti un altro elemento che spesso sottovalutiamo e che potrebbe avere conseguenze importanti sul benessere del nostro cuore: la regolarità degli orari in cui andiamo a dormire e ci svegliamo.
Una nuova ricerca americana suggerisce che cambiare frequentemente le proprie abitudini notturne sia associato a un maggiore rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. E il dato che sorprende maggiormente riguarda proprio il tempo: una variazione di appena 29 minuti nella regolarità della durata del sonno è stata collegata a un aumento significativo del rischio. Ma cosa significa esattamente? E soprattutto, dobbiamo preoccuparci se qualche sera andiamo a letto più tardi del solito?
Cuore, dormire a orari diversi può aumentare il rischio di infarto e ictus
A richiamare l’attenzione sull’importanza delle abitudini notturne è uno studio realizzato dai ricercatori del Boston Children’s Hospital e della Harvard Medical School, destinato a essere presentato alle Scientific Sessions 2026 dell’American Heart Association. Gli studiosi hanno analizzato le abitudini di riposo di 10.362 adulti, con un’età media di 53 anni, raccogliendo informazioni relative a oltre un milione di notti. Attraverso dispositivi indossabili sono stati monitorati gli orari di addormentamento e risveglio, la durata del riposo e le caratteristiche dei cicli del sonno. I partecipanti sono stati successivamente seguiti per un periodo mediano di circa 3,7 anni, per verificare l’eventuale comparsa di problemi cardiovascolari.
Bastano 29 minuti di differenza? Che cosa hanno scoperto i ricercatori
I risultati hanno evidenziato un’associazione tra l’irregolarità del sonno e un aumento del rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca. In particolare, le variazioni degli orari di riposo sono risultate associate a un rischio cardiovascolare superiore del 20-23%. Ancora più interessante il dato relativo alla durata del sonno: ogni incremento di 29 minuti nella sua variabilità da una notte all’altra è stato associato a un aumento relativo del 24% del rischio di eventi cardiovascolari.
Attenzione, però, a non interpretare erroneamente questa percentuale. Non significa che andare a letto mezz’ora più tardi una singola sera aumenti automaticamente del 24% la probabilità di avere un infarto. Lo studio prende in considerazione l’irregolarità delle abitudini nel tempo e individua una correlazione statistica, non un rapporto diretto di causa ed effetto. Inoltre, i risultati sono ancora preliminari e dovranno essere approfonditi attraverso ulteriori ricerche.
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Come proteggere il cuore migliorando le abitudini del sonno
Che cosa possiamo fare, quindi, per prenderci cura del nostro riposo? Il primo consiglio è cercare di andare a dormire e svegliarsi a orari il più possibile regolari, anche durante il fine settimana. Spesso, infatti, dopo cinque giorni di lavoro e impegni, tendiamo a fare le ore piccole il venerdì e il sabato, per poi recuperare dormendo molto più a lungo la domenica. Una routine più costante potrebbe invece aiutare a mantenere in equilibrio il nostro ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola numerose funzioni dell’organismo.
È utile anche limitare caffeina e dispositivi elettronici nelle ore precedenti al riposo, creare un ambiente tranquillo e assicurarsi un numero adeguato di ore di sonno. Naturalmente, una notte diversa dal solito non deve diventare motivo di ansia: ciò che conta è la continuità delle abitudini nel lungo periodo. La ricerca ci ricorda che per proteggere il cuore non è importante soltanto quanto dormiamo, ma anche la regolarità con cui lo facciamo.