Malattia della pioggia, aumentano i casi in Europa: sintomi, contagio e cosa sappiamo oggi

Si sta parlando molto nelle ultime ore della malattia della pioggia ma di che cosa si tratta e che pericolo c'è in Italia?

malattia della pioggia

La cosiddetta “malattia della pioggia” torna al centro dell’attenzione in Europa, dopo l’aumento delle infezioni registrate negli ultimi mesi. Il suo vero nome è dermatofilosi ed è un’infezione cutanea provocata dal batterio Dermatophilus congolensis, conosciuto soprattutto in ambito veterinario perché colpisce bovini, cavalli, pecore e altri animali. Nell’uomo i casi sono stati storicamente molto rari, ma la situazione osservata tra la fine del 2025 e il 2026 ha spinto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) a seguire con attenzione il fenomeno. Secondo i dati aggiornati al 20 agosto, sono stati segnalati 123 casi in 10 Paesi europei.

Malattia della pioggia, gli ultimi dati sui casi in Europa

I casi di infezione da Dermatophilus congolensis ( malattia della pioggia) sono stati individuati in Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Una delle novità più recenti arriva proprio dal Regno Unito, dove in Scozia è stato identificato un caso collegato alla frequentazione di un locale per incontri sessuali. L’attenzione degli esperti è concentrata soprattutto sul possibile cambiamento delle modalità di diffusione del batterio: se in passato le infezioni umane erano associate prevalentemente al contatto con animali infetti, nei focolai più recenti sembra avere un ruolo importante anche il contatto molto stretto pelle contro pelle tra persone.

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Come si trasmette e perché si chiama “malattia della pioggia”

Il nome può facilmente trarre in inganno: non ci si ammala perché si prende la pioggia ( verrebbe da pensarlo visto che si parla appunto come di malattia della pioggia). L’espressione deriva dai termini inglesi “rain rot” e “rain scald”, utilizzati soprattutto per descrivere la dermatofilosi negli animali. L’umidità persistente può però favorire la macerazione della pelle e rendere meno efficace la sua naturale funzione di barriera, soprattutto quando sono presenti piccole abrasioni. Nei casi europei più recenti sono state segnalate infezioni dopo contatti fisici molto ravvicinati, rapporti sessuali, sport di contatto e frequentazione di saune o altri ambienti caldo-umidi. Non viene inoltre esclusa del tutto una possibile trasmissione indiretta attraverso superfici oppure oggetti contaminati.

Quali sono i sintomi della malattia della pioggia

Nell’uomo la dermatofilosi interessa prevalentemente la pelle. I sintomi possono comprendere papule, pustole, croste, desquamazione e prurito. Nei casi europei recenti le lesioni sono state osservate in diverse zone del corpo, tra cui regione genitale e inguinale, cosce, tronco e volto. Proprio l’aspetto delle lesioni può rendere meno immediata la diagnosi, perché le manifestazioni possono essere confuse con altre patologie dermatologiche o con alcune infezioni sessualmente trasmesse. La conferma può quindi richiedere uno specifico esame microbiologico. Le informazioni disponibili sono comunque rassicuranti: i casi osservati hanno avuto generalmente un decorso lieve e hanno risposto bene alle terapie antibiotiche locali o sistemiche.

Pregliasco rassicura: rischio molto basso e nessun caso segnalato in Italia

Nonostante l’aumento delle segnalazioni europee, gli esperti invitano a non parlare di una nuova emergenza sanitaria. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato che per la popolazione generale il rischio viene attualmente considerato molto basso. L’aspetto che interessa maggiormente le autorità sanitarie è il possibile cambiamento dell’epidemiologia di un batterio che, fino a poco tempo fa, riguardava quasi esclusivamente il mondo veterinario.

L’Italia, al momento, non risulta tra i Paesi che hanno segnalato casi nell’ambito dell’attuale evento europeo. Per ridurre ulteriormente il rischio è consigliabile evitare il contatto diretto con lesioni sospette, non condividere asciugamani, indumenti e biancheria, proteggere ferite e abrasioni e rivolgersi al medico in presenza di lesioni cutanee insolite dopo un possibile contatto a rischio. La malattia della pioggia al momento, in Italia non deve farci paura.

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