Arriva Miss Violence, film sulla violenza in famiglia

Ha raccolto molti consensi la storia non certo leggera di Miss Violence, film sulla violenza in famiglia. La pellicola è stata presentata al festival di Venezia e ha suscitato non poche polemiche. Il 31 ottobre uscirà nelle sale italiane e siamo certi che continuerà a far parlare di sé. Il film si apre sulle note di “Dance me to the end of love” di Leonard Cohen. La colonna sonora fa da sfondo al alla scena iniziale di Miss Violence: una tragica festa di compleanno. La festeggiata, undici anni e casto vestito bianco, sorride prima di suicidarsi. La scena shock fa comprendere subito che ci si trova di fronte a un’opera che va ben oltre il semplice conformismo. Non a caso, tra tutti i film presentati all’ultima Mostra di Venezia quello del greco Alexandros Avranas è stato considerato quello più disturbante. Il suicidio dell’11enne è solo un pretesto per far venire a galla l’omertà, i misteri e gli orrori che stanno dietro una storia di violenza in famiglia. A Venezia Miss Violence ha scioccato il pubblico, ha diviso la critica e vinto due premi: il Leone d’argento e la Coppa Volpi. Quest’ultima è andata a Themis Panou, che interpreta il cattivo del film, l’orco che ha abusato della piccola. Miss Violence non è ancora uscito in Grecia e durante la presentazione della pellicola in Italia, il regista, Avranas, si è interessato anche al tema del femminicidio, qui da noi questione di grande attualità. Avranas ha spiegato che non era sua intenzione scioccare la platea con un film basato sulla violenza gratuita. Il suo intento è quello di andare oltre le apparenze della classica famiglia borghese, modello ormai in declino in gran parte dei paesi occidentali. Il tema della famiglia era preso in considerazione già da Luis Bunuel, regista surrealista che per sua natura andava contro ogni istituzione borghese: famiglia, Stato, chiesa e corpi militari. Avranas non fa che approfondire il tema trattando la questione con i toni che merita una vicenda che purtroppo prende spunto da una realtà che spesso è ben più tragica della fantasia.

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