Sotto il sole di Riccione recensione: tra clichè e luoghi comuni la storia non decolla


Sotto il sole di Riccione è il film italiano dell’esttae da vedere su Netflix. Da giorni nella top ten in Italia, dei prodotti più visti, il film ci porta nella bellissima e coloratissima Riccione. Una sorta di dejavù per chi ha seguito Summertime, la serie ambientata nello stesso posto. E Sotto il sole di Riccione sembra quasi uno spin off della serie, con una storia leggera, perfetta per l’estate ma che ci avrebbe di certo potuto regalare molto di più, visto anche il cast di attori protagonisti. Da  Cristiano Cacamo nelle vesti di Ciro, a Lorenzo Zurloro (lo ricordiamo in Baby) che interpreta Vincenzo, passando per Andrea Roncato alias Gualtiero; e ancora la bravissima  Ludovica Martino (presente in SKAM Italia) che è CamillaIsabella Ferrari in Irene e Luca Ward nei panni di Lucio. Insomma un ottimo cast eppure la trama del film di Enrico Vanzina non brilla per trama e contenuti. Un film estivo leggero da vedere di ritorno dal mare o in un pomeriggio in compagnia di amici a casa, in attesa di uscire per una nuova avventura. Si poteva fare di meglio, molto meglio. Siamo stati critici con Summertime, una serie a nostro avviso molto molto deludente. Il film dura solo 1 ora e quaranta minuti, per cui la sufficienza, la raggiunge comunque, non rubando tempo prezioso!

SOTTO IL SOLE DI RICCIONE RECENSIONE

La trama del film è molto semplice. Un gruppo di ragazzi si ritrova da anni a Riccione, per le vacanze estive e ogni anno qualcuno si unisce all’allegra combriccola. In questa stagione è la volta del bagnino e di Vincenzo, un ragazzo cieco che non ha mai avuto una fidanzata. Ed ecco che i giovani amici, tra una partita di Beach e un bagno al mare, si godono questa estate che mette alla prova i loro sentimenti e le loro abitudini. Alla fine per tutti arriva il lieto fine con l’amore adolescenziale che trionfa. Ma non solo quello tra ragazzi giovanissimi, anche gli adulti, sotto il sole di Riccione, ritrovato la retta via e le occasioni mancante. Le storie dei protagonisti però non decollano e quello che viene raccontato sa di già visto, con i classici modelli italiani che sono fermi agli anni ’90 ( tra l’altro la presenza di Isabella Ferrari ci riporta indietro agli anni ’80 con Sapore di sale e sembra che il tempo, per le commedie estive, si sia fermato proprio lì). Non basta la modernità della regia, non bastano le nuove tecnologie a portate una ventata di aria fresca. Il film è diretto dal duo di registi YouNuts! ma la loro voglia di mostrare anche da altri punti di vista quello che succede, non illumina un film che non spicca nelle produzioni di Netflix. Un peccato perchè a quanto pare la collaborazione tra Netflix e l’Italia non produce grandi frutti.

Un peccato perchè i giovani di oggi sono molto altro e su di loro, male si cuciono clichè che appartenevano invece ad altre generazioni.

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