Bohemian Rhapsody stasera su Rai 1 un film da vedere tra realtà e mezze verità

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Non è piaciuto a tutti, va detto. Eppure ha portato a casa 4 oscar ed è un film evento, anche per la Rai che oggi, 24 novembre 2021, a trent’anni dalla morte di Freddie Mercury trasmette il biopic dedicato proprio alla vita del grandissimo frontman dei Queen. Bohemian Rhapsody ha conquistato una parte di pubblico che ha accolto la pellicola con risultati eccellenti anche al botteghino ma, come detto in precedenza, il film ha anche sollevato una serie di polemiche. Il motivo? Non avrebbe raccontato tutta, ma proprio tutta la verità sulla vita della band e di Freddie Mercury in particolare. Facile da immaginare, in ogni caso, visto che non si trattava di un documentario ma di un film che tra l’altro, come potrete vedere questa sera su Rai 1 qualora non abbiate ancora avuto modo di vedere il film, racconta solo una piccola parte della vita di Freddie Mercury. In tutta onestà, posiamo dire, che il film, vale davvero il prezzo del biglietto, e non solo perchè ha vinto 4 oscar e perchè ci permette di riascoltare i brani immortali della band inglese ma perchè ci regalata anche una strepitosa interpretazione di Rami Malek nei panni di Freddie Marcury, di cui ne ha preso gesti e fattezze, come solo un grande attore può essere capace di fare. Un film che vale la pena di essere visto, quindi, senza nessun dubbio. Le critiche poi, come spesso accade quando si hanno tra l’altro, milioni di fan ed conoscitori di un artista del livello di Freddy Mercury, chiaramente, arrivano. Se sceglierete di seguire Bohemian Rhapsody questa sera su Rai 1 sarete di certo proiettati nel mondo dei Queen e alla fine della pellicola direte una sola cosa: è già finito? Questa è stata la nostra sensazione alla fine del film che ci ha davvero molto impressionati.

Bohemian Rhapsody stasera su Rai 1 trent’anni dopo la morte di Freddie Mercury

Quello che molti fan della band mettono in discussione è la scelta di aver raccontato in modo troppo sempliciotto la vita di Freddie e di tutti gli altri componenti della band, dimenticando molti dei nodi e degli ostacoli ( litigi compresi) che hanno affrontato i Quenn. Sul sito Anonimacinefili.it si legge:  “La manipolazione della realtà è tanto considerevole da far pensare che i restanti Queen abbiano voluto riscrivere da zero la propria mitologia in chiave più innocua e quasi agiografica, in un’operazione che da questo punto di vista finisce per essere un vero tradimento delle aspettative di chi i Queen li ha amati da sempre – nonché dello spettatore medio.” Il punto sarebbe semplice: chi non conosce i Queen come i veri intenditori, si lascia travolgere dal film e crede a tutto quello che vede, mentre ci sarebbe stato molto altro da raccontare, tutte cose che, chi ha vissuto la band o chi conosce la storia dei Queen, non ha ritrovato nel film. In particolare, sarebbe la storia degli anni ’80 a non coincidere, a detta di molti fan dei Queen, con quella che è poi la narrazione fatta nel film.

Sarebbero sbagliate alcune date, e non sarebbe raccontato il reale rapporto che la band aveva con Freddie ma non solo. Nel film si metterebbe in luce il comportamento “egoista” di Mercury ma anche gli altri componenti della band non erano da meno, secondo molte fonti che hanno seguito la storia dei Queen. Si parlerebbe solo degli eccessi di Mercury mentre anche i suoi amici, non erano, a detta di tanti, da meno. Secondo varie fonti Mercury in quegli anni ebbe rapporti con centinaia di uomini, mentre la band teneva feste con nani che si aggiravano con vassoi di cocaina. Se quello che il film vuole far passare è un Freddie dedito alle feste mentre gli altri erano solo tutti casa, studio discografico e famiglia, allora sarebbe, a detta di molti, un racconto distorto dalla realtà, portato avanti da chi è rimasto, mentre invece Freddie, essendo venuto a mancare, non potrà negare o confermare determinate circostanze.

Questa accusa è stata mossa da più parti, e non solo in Italia. Su Cinefatcs.it si legge: “Bohemian Rhapsody, il film che vede fra i produttori Brian May e Roger Taylor – i due Queen ancora su piazza – è a tutti gli effetti un grosso elefante imbizzarrito che sta polverizzando record su record, sia in Italia (nel Bel Paese è il film più visto del 2018), sia all’estero con i suoi 670 milioni di dollari di incasso (cifra che continua a salire vertiginosamente). Una grossa e grassa vacca con la proboscide che il world wide web, sempre affamato di click, sta mungendo a più non posso, spesso sacrificando oggettività e buon senso.” Il problema quindi risiederebbe nel fatto che a scegliere di cosa parlare e di come farlo, sarebbero state due persone molto coinvolte, May e Taylor appunto, che non avrebbero avuto una visione oggettiva delle cose. Da qui la conclusione: “Come è stato detto e ri-detto, Bohemian Rhapsody è un film che facilmente viene apprezzato da chi non conosce la storia dei Queen pur apprezzandone la musica e, al contrario, difficilmente piace a chi canticchia sovente MustaphaPrinces of the Universe e sa che Mary Austin, prima di stare con Freddie, aveva avuto un flirt col vecchio Brian.” L’opinione di chi conosce la storia dei Queen è quindi la stessa, quando si parla del film: un racconto perfetto dal punto di vista scenico, musicale, interpretativo ma che manca della cosa principale. La verità sui componenti della band edulcorata e resa meno “aggresive” per permettere al film di esplodere e di essere considerato da tutti, anche da chi non conosce la storia dei Queen, un vero capolavoro.

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