Aldo Cazzullo non arretra su Sal Da Vinci: “è la Napoli che vorrebbe chi detesta Napoli”
Aldo Cazzullo torna a parlare di Sal Da Vinci e conferma che la sua canzone non gli piace ma non solo
Le parole di Aldo Cazzullo sul Corriere della sera hanno alzato un vero e proprio polverone e di certo, anche quello che è stato scritto oggi, continuerà a far discutere sui social ma anche in tv, come è ad esempio successo anche ieri durante la puntata de La volta buona del 4 marzo 2026 quando Caterina Balivo ha preso una posizione in netto contrasto con le parole del giornalista. Aldo Cazzullo ha anche telefonato in diretta alla Balivo per ribadire la sua posizione e oggi, dalle pagine del Corriere della sera non arretra. Rispondendo alla domanda di un lettore, prova a spiegare, ancora una volta, perchè non apprezza Sal Da Vinci e perchè non ha apprezzato la sua vittoria a Sanremo.
>>> La telefonata di Aldo Cazzullo a La volta buona
Aldo Cazzullo spiega perchè non ama Sal da Vinci e la Napoli che rappresenta
La domanda del lettore del Corriere della sera è la seguente: “Caro Aldo, ho letto la sua risposta a proposito del vincitore del festival di Sanremo, Sal Da Vinci, e sono rimasto stupito. Capisco che la sua canzone possa non piacere a tutti, ma io avverto una specie di pregiudizio da parte sua. Forse ce l’ha con Napoli e i napoletani?Daniele “.
Aldo Cazzullo spiega subito che invece e vero il contrario: lui ama Napoli e ama moltissimo i napoletani. Ci tiene però a fare una precisazione: ” Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano. Siccome io la amo, non mi piace Sal Da Vinci. “
Prova a spiegare il suo pensiero con queste parole il giornalista: “Adoro invece la grande tradizione della canzone napoletana, portata in tutto il mondo dall’Orchestra italiana di Renzo Arbore, ma prima ancora elevata ai massimi livelli da Caruso e da altre tra le più belle voci che non solo l’Italia ma l’umanità abbia mai avuto. Amo Tullio De Piscopo, Tony Esposito, la Nuova Compagnia di Canto Popolare di Eugenio Bennato, suo fratello Edoardo, James Senese. “
E ricorda poi, Aldo Cazzullo, di aver amato quello che definisce il più grande di tutti, Pino Daniele. Scrive oggi il giornalista sul Corriere: “avevo 14 anni quando sentii cantare da un ragazzo con la chitarra «Quanno chiove» in un campeggio di Praia a Mare, e mi dissi che nella vita avrei voluto ascoltare musica così“.
“Cinquant’anni fa, il napoletano Alan Sorrenti aveva grande successo con canzoni che sono rimaste. Ho qualche dubbio che rimarrà «Per sempre sì». Geolier oggi, come Nino D’Angelo ieri, possono piacere o meno, ma sono voci originali, interessanti” ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere della sera. E ancora: ” La Napoli di Sal Da Vinci oggi, come la Napoli di Mario Merola ieri, rappresenta uno stereotipo che con la cultura napoletana non ha molto a che fare. È un’attitudine strappacore, enfatica, consolatoria: l’amore per sempre, ti prometto davanti a Dio…”.
Aldo Cazzullo dunque non arretra ma rilancia: “ Mi sembra un passo indietro non solo rispetto a «Quanno chiove», ma anche rispetto a «Nel blu dipinto di blu». Modugno era pugliese, anche se passava per siciliano, ma era comunque un artista del Sud; e la canzone con cui vinse Sanremo nel 1958 era molto popolare e molto moderna. Purtroppo non possiamo dire lo stesso di Sal Da Vinci.“