Francesca Barra: “niente sarà più come prima” è morto il padre risucchiato in pochi giorni

E' morto il padre di Francesca Barra, è la giornalista a darne notizia con un addio così doloroso da scrivere che la sua vita è brandelli

Francesca barra padre

E’ morto il padre di Francesca Barra, è morto Francesco Michele Barra, per lei l’uomo più gentile del mondo e per molti una persona molto conosciuta non solo in Basilicata. E’ con un commovente e lungo addio che Francesca Barra ha dato la triste notizia raccontando di una morte che l’ha portato via in pochi giorni. Nessuno si aspettava si spegnesse in così poco tempo e adesso la giornalista deve fare i conti con una vita che sente non sarà mai più la stessa. 

Un ballo insieme, i baci dei nipoti, le foto da giovane, Francesca Barra accompagna le sue parole con le immagini del papà che non ha più accanto. Aveva 78 anni, è morto questa mattina, aveva ricoperto la carica di parlamentare della Repubblica, essendo stato eletto alla Camera dei Deputati nel 1994 nel collegio di Pisticci. Per lei era il suo grande papà.

Francesca Barra l’addio al padre 

“Addio, papà. Te ne sei andato nel modo in cui un grande uomo lascia la terra: circondato dalle persone che ama e che ti considerano l’uomo più determinante nelle loro esistenze” scrive Francesca Barra scegliendo le note di “I don’t want to miss a thing”. 

“Sei stato risucchiato in pochi giorni come non avrei mai potuto immaginare, e la velocità di questo addio ci ha ridotto il cuore in brandelli” è così che spiega la perdita che adesso è impossibile da comprendere. Sa solo cosa non avrà più: “Non torneranno i nostri campi di papaveri, quelli che raccoglievi per me facendomi indovinare il colore. Gallo, gallina o pulcino? Non ci saranno più le nostre scampagnate per fotografare la Basilicata”.

Adesso ci sono i ricordi, c’è quell’ultimo ballo, c’è l’abbraccio commosso nel giorno del suo matrimonio. “Non mi prenderai più per mano portandomi a visitare gli stagni e fingendo che fossero le città delle rane, oggi una delle favole preferite di Atena e Greta. Non ci saranno più le tue spremute del mattino, che io non volevo e tu insistevi perché le bevessi”.

Era un padre e un nonno presente: “Non ci saranno più i tuoi messaggi d’amore e d’orgoglio per i tuoi nipoti, di cui ormai parlavi continuamente”.
Resta tutto di lui, resta la sua gentilezza: “Eri così gentile, papà. Talmente gentile che a volte mi chiedevo come ci riuscissi. Da dove venisse quella grazia. Dalla tua Calabria? Da Firenze, che aveva accolto i tuoi studi e la tua militanza politica? Dal mare della Basilicata che avevi scelto come casa?
Chi ti aveva insegnato l’arte più rara di tutte: fare sentire le persone amate, ogni giorno, senza risparmio?”.

Sa che adesso tutto è cambiato: “Niente sarà più come prima. Non salterò più nel buio certa di trovare la tua presa ad aspettarmi. Eri un uomo capace di migliorare le nostre vite. Ho conosciuto l’ultimo uomo migliore del mondo. E, grazie a Dio, era anche mio padre”.

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