Senza Cri racconta il suo percorso più difficile: ad Amici aveva scelto il silenzio, oggi mostra chi è davvero
Senza Cri per la prima volta si racconta parlando del percorso fatto, delle operazioni, del dolore
Durante la sua esperienza nella scuola di Amici, Senza Cri aveva scelto di proteggere una parte molto delicata della propria vita, evitando di raccontare pubblicamente ciò che stava attraversando. Oggi, a distanza di tempo e con una consapevolezza diversa, l’artista 26enne ha deciso invece di aprirsi e condividere un percorso iniziato molto prima della popolarità. Senza Cri, che si definisce una persona non binaria, ha raccontato di aver avvertito fin dall’infanzia una distanza tra ciò che sentiva di essere e il modo in cui gli altri lo vedevano e si rivolgevano a lui.
Una sensazione difficile da spiegare soprattutto da bambino, quando non esistono ancora necessariamente le parole per dare un nome a ciò che si prova. Negli anni quella percezione è diventata sempre più chiara, fino alla decisione di sottoporsi a una mastectomia. L’intervento risale a circa un anno fa, ma soltanto adesso Senza Cri ha sentito di poter mostrare anche pubblicamente il risultato di quel cambiamento, pubblicando sui social una foto a torso nudo che assume il significato di una vera dichiarazione di libertà.
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Perché ad Amici Senza Cri aveva preferito non raccontare tutto
La riservatezza mostrata durante Amici 2024 non era dunque casuale. In quel momento Senza Cri non si sentiva pronto ad affidare una questione così personale al giudizio di un pubblico molto ampio, soprattutto sapendo quanto i social possano trasformarsi rapidamente in un luogo di critiche e commenti feroci. La paura era quella di vedere un passaggio tanto importante della propria esistenza ridotto a discussione, curiosità o bersaglio per gli haters. Anche successivamente, quando si è esibito sul palco dell’Ariston, l’artista aveva già affrontato l’operazione senza però scegliere di renderla pubblica.
Oggi il suo punto di vista è cambiato: Senza Cri ha compreso che il giudizio degli altri esiste comunque e che tentare di costruire la propria vita con l’obiettivo di evitarlo rischia soltanto di diventare un’altra prigione. L’intervento, inoltre, non ha modificato ciò che sente di essere: è cambiato il rapporto con il proprio corpo, non la persona, l’artista o la sensibilità che il pubblico aveva già imparato a conoscere.
Bisogna ricordare tra l’altro, che anche durante il suo percorso ad Amici, Senza Cri aveva deciso di non parlare neppure della sua vita privata ed è anche per questo che all’epoca, poco si seppe di come era nata la storia d’amore con Antonia, altra ex allieva del talent di Maria de Filippi.
Il binding, il dolore e quei giorni difficili nella scuola di Amici
È soprattutto il racconto della quotidianità vissuta prima dell’intervento a far comprendere quanto questo percorso sia stato complesso. Per molto tempo Senza Cri ha utilizzato il binding, ricorrendo a indumenti molto contenitivi per comprimere il seno. Durante la permanenza ad Amici la differenza con la quotidianità degli altri ragazzi gli appariva ancora più evidente: mentre per loro prepararsi significava semplicemente fare una doccia, vestirsi e iniziare le attività della giornata, per Senza Cri c’erano tempi molto più lunghi, medicazioni e momenti trascorsi da solo in bagno per sistemare il binder.
Una pratica che poteva provocare dolore e rendere persino difficile respirare quando la compressione diventava eccessiva. Le conseguenze arrivavano anche sul palco, dove saltare, ballare e muoversi liberamente poteva trasformarsi in fonte di ansia. Il corpo diventava così qualcosa da controllare continuamente anziché uno strumento attraverso cui esprimersi. Guardando indietro, Senza Cri descrive quel periodo come una condizione nella quale la sensazione di soffocamento non era soltanto fisica: significava anche rinunciare a vivere con la libertà desiderata.
Le cicatrici, la paura e una libertà conquistata nel tempo
Neppure l’operazione ha rappresentato una soluzione semplice e immediata a tutte le paure. Senza Cri ha raccontato che vedere per la prima volta le cicatrici dopo la mastectomia gli ha provocato un momento di smarrimento: davanti ai suoi occhi c’era un corpo diverso da quello con cui aveva convissuto per anni, anche se proprio quel cambiamento era stato profondamente desiderato. La guarigione è diventata allora un altro pezzo del percorso, affrontato giorno dopo giorno anche grazie alla vicinanza delle persone care.
Non a caso l’artista ha associato la propria esperienza al kintsugi, l’arte giapponese che valorizza le fratture degli oggetti riparandole con l’oro, trasformando ciò che potrebbe apparire come un’imperfezione in una parte preziosa della loro storia. Oggi quelle cicatrici non sono qualcosa da nascondere e la fotografia pubblicata sui social racconta forse più di molte parole: Senza Cri può finalmente guardarsi e scoprire di piacersi.
Dopo anni trascorsi anche con il timore di deludere gli altri, di non essere accettato o di incontrare ostacoli nella musica a causa della propria identità, raccontare pubblicamente questo viaggio significa scegliere di non nascondersi più. Una decisione arrivata soltanto quando si è sentito pronto, dopo aver custodito la parte più fragile della sua storia proprio nel periodo in cui milioni di spettatori lo stavano conoscendo ad Amici.