Napoli, ragazzo pugnalato durante partita di calcetto

Rischiare la vita per una partita di pallone, in una occasione che dovrebbe rappresentare non solo un momento di svago ma anche di coesione, di gioco di squadra e invece come spesso accade, quella stessa opportunità diventa un terreno fertile per dar sfogo a rabbia repressa e competizione malsana. Ora a Secondigliano, nella provincia di Napoli un ragazzo lotta fra la vita e la morte nel letto dell’ospedale San Giovanni Bosco con la diagnosi di un polmone perforato.

Il giovane durante la partita di calcetto avrebbe commesso un fallo nei confronti di un coetaneo della squadra avversaria, il quale, senza pensarci su, ha impugnato un coltello andando dritto verso il suo avversario e pugnalandolo davanti agli spettatori e ai compagni di squadra. La polizia ha iniziato ad indagare sul presunto colpevole ma per inchiodarlo servirebbe la testimonianza della vittima che al momento è in prognosi riservata. Gli episodi di violenza tra minori costituiscono già un campanello di allarme di per sé, a maggior ragione quando accadono durante la pratica dello sport del calcio, dove giovani ragazzi entrando in campo tentano di emulare i loro idoli anche nei difetti. Non di rado capita di sentire notizie, sui giornali o in televisione, di giocatori che in campo mostrano la parte più violenta del loro animo estrinsecandola non solo con parole forti nei confronti di avversari o arbitri ma anche, attraverso l’utilizzo della forza fisica. Questo non fa altro che incrementare gli episodi di aggressività nei ragazzi che non riescono ad accettare anche le minime sconfitte e reagiscono con la forza pur di ottenere il risultato sperato.

Giselda Cianciola

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