Maresciallo arrestato, facebook la sua esca per le violenze

Sono in continuo aumento i casi di molestie sessuali su minori adescati ancora una volta su Facebook, il social network più cliccato nel mondo. È recente la notizia dell’arresto di un maresciallo dell’esercito di 45 anni, con l’accusa di tentata violenza sessuale su una ragazzina di dodici anni tra l’altro figlia di conoscenti dell’uomo. Sono stati i genitori della minorenne ad allertare le forze dell’ordine e far si che il maresciallo venisse scoperto in flagranza di reato, proprio mentre si accingeva ad avere un incontro con la vittima nel suo appartamento.

 Fortunatamente la violenza è stata sventata per l’eccesso di zelo dei coniugi che, con molta probabilità preoccupati di alcuni comportamenti della figlia, hanno deciso di controllare il suo profilo facebook e scoprire così il crimine. Il terreno battuto dai pedofili è mutato con il passare degli anni e, per così dire, questo criminale si mantiene al passo con i tempi. Non di rado, infatti, si assiste ad una nuova tipologia del reato che viene appunto definita pedofilia online. A differenza del suo “antenato” il neo-pedofilo ha maggiori possibilità di agire indisturbato attraverso l’utilizzo di internet riuscendo ad adescare un enorme quantitativo di vittime ma anche di suoi “colleghi” con i quali, spesso, ha uno fitto scambio di informazioni e di materiale pedopornografico. Il fenomeno è talmente vasto che si è reso necessario un intervento massivo della polizia e in particolare della polizia postale preposta al controllo di profili sospetti. Ciò che rafforza e rende più fattibile il comportamento pedofilo è l’anonimato, grazie al quale il reo può tentare i suoi approcci amorosi senza essere riconosciuto e scoperto. Per arginare il problema, ci dicono esperti e profiler, occorre un maggior controllo da parte dei genitori o di chi ha il ruolo di educatore soprattutto perché, per i ragazzini, il mondo virtuale è più importante di quello reale per una serie di fattori fra i quali l’insicurezza tipica adolescenziale che porta il minore a sentirsi più al sicuro dietro uno schermo piuttosto che interfacciarsi di persona con chi ritiene non comprenda il lato oscuro tipico di quella fase della vita.

Giselda Cianciola

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