Mantova, ragazza ustionata per avere chiesto l’elemosina

Ancora un episodio di ordinario razzismo, stavolta siamo a Mantova dove una giovane ragazza di 25 anni,di origini nigeriane, ha avvicinato un’auto scura per chiedere qualche spicciolo e invece si è vista gettare una sigaretta accesa in faccia.

La donna ha raccontato, parlando un inglese un po’ arrangiato, che ieri si è avvicinata ad una grossa auto nera, (un Suv, forse un Bmw) per chiedere l’elemosina, con le mani giunte a mò di preghiera e nello sguardo una supplica, c’erano due uomini a bordo, il guidatore ha abbassato il finestrino e di tutta risposta le ha gettato il mozzicone acceso della sigaretta che stava fumando.

Spaventata e confusa, in attesa dell’arrivo della polizia, la donna ha raccontato dell’aggressione.
È successo tutto in un istante, le dita dell’uomo che si arricciano attorno al filtro, la spinta, la parabola della brace che punta all’occhio della donna. Il suv che riparte piano, si ferma pochi secondi per poi scheggiare nuovamente via, con uno stridore di gomme, sbalzando la ragazza sull’asfalto. Prima di accelerare e sparire lontano.
A confermare la versione alcuni testimoni, che hanno assistito alla scena e soccorso la donna che piangeva disperata, in ginocchio, con la mano stretta a pugno sull’occhio destro. Qualcuno ha annotato anche la targa dell’auto. Una targa probabilmente polacca, che adesso è al vaglio della polizia. La ragazza ha ripetuto il suo racconto agli agenti, continuando a premere un fazzoletto sull’occhio e accettando l’offerta di una visita al pronto soccorso. «Non erano italiani – ha riferito tra le lacrime – gli italiani non fanno queste cose». Nessun pugno né alcun contatto fisico ma, oltre al dolore e allo spavento, quel mozzicone sembrava bruciarle come uno sfregio crudele.
Medicata in ospedale, al pomeriggio la donna, che dai documenti risulta domiciliata a Verona, è stata nuovamente avvistata in zona, davanti alla biblioteca Baratta. Con una benda sull’occhio ferito e la mano tesa a chiedere qualche monetina.

Giusy Cerminara

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