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Il giallo della morte di Marianna Pietropolli: scappava dalla grondaia a Milano

Marianna Pietropolli è morta dopo esser caduta da una grondaia tramite la quale stava probabilmente scappando: ecco le ultime notizie

marianna pietropolli

Che cosa è successo davvero a Marianna Pietropolli? Una caduta nel cuore della notte, urla che squarciano il silenzio del quartiere e una finestra del bagno che diventa l’ultimo punto di contatto con la vita. È ancora avvolta da molti interrogativi la morte di Marianna Pietropolli, la 31enne di origini brasiliane precipitata dal quarto piano di una palazzina Aler in via Agostino De Pretis 71, nel quartiere Barona di Milano.

Il decesso è avvenuto intorno all’una di martedì. Ma fin dalle prime ore, gli inquirenti hanno escluso l’ipotesi del suicidio: troppi dettagli non tornano, troppi elementi fanno pensare a una fuga disperata. E ci sono molte cose in questa storia, che raccontano di una vicenda davvero troppo intricata che potrebbe poi aver portato alla morte Marianna Pietropolli.

Marianna Pietropolli morta a Milano: che cosa è successo?

A lanciare l’allarme sono stati alcuni vicini di casa, svegliati dalle grida della donna. Sul posto sono arrivati i carabinieri insieme ai soccorritori dell’AREU, ma per Marianna Pietropolli non c’era ormai più nulla da fare.

Le indagini sono coordinate dal pm Giovanni Polizzi, che sta cercando di ricostruire con precisione gli ultimi minuti di vita della giovane. Il primo nodo da sciogliere riguarda proprio ciò che è accaduto dentro quell’appartamento.

Secondo quanto emerso dai sopralluoghi, Marianna Pietropolli sarebbe uscita dalla finestra del bagno per poi muoversi lungo il cornicione del palazzo. Aggrappata a una grondaia, avrebbe tentato di scendere, probabilmente nel tentativo di scappare.

A confermare questa ricostruzione sono le tracce rilevate sul davanzale e le verifiche effettuate insieme ai vigili del fuoco. Un particolare colpisce più di altri: la donna aveva con sé una borsa, segno che non si trattava di un gesto impulsivo, ma di un tentativo concreto di allontanarsi. Un dettaglio che rafforza l’idea di una fuga, non di un gesto volontario.

Altro punto centrale dell’inchiesta è la presenza della 31enne nell’abitazione di via De Pretis. Secondo gli investigatori, Marianna Pietropolli era ospite insieme al compagno a casa di Cosimo Panaiia, padre di Gino Panaiia, il 25enne scomparso per giorni e poi ritrovato morto nei pressi del Naviglio Pavese, nel territorio di Zibido San Giacomo.

Un intreccio inquietante che lega due tragedie a distanza di poche settimane. Cosimo Panaiia, con diversi precedenti alle spalle, ha dichiarato agli inquirenti di non essersi accorto di nulla perché stava dormendo al momento della caduta.

Ma il suo racconto non convince del tutto. Alcune testimonianze raccolte dai carabinieri e una denuncia presentata dalla famiglia di Marianna Pietropolli sembrano indicare che la donna potesse trovarsi in quell’appartamento contro la propria volontà. Un’ipotesi che apre scenari ancora più drammatici e che ora viene valutata con estrema attenzione dagli investigatori.

Marianna Pietropolli era scomparsa da settimane

Marianna Pietropolli era madre di una bambina di 10 anni. A fine gennaio i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Pur riuscendo a sentirla telefonicamente, avevano raccontato di un compagno ossessivo e controllante, che le impediva qualsiasi libertà di movimento.

Un rapporto definito soffocante, che potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nella tragedia. Adesso le indagini puntano proprio in quella direzione: capire se Marianna stesse cercando di scappare da una situazione di violenza o costrizione, e se qualcuno possa aver avuto responsabilità dirette o indirette nella sua morte.

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