Gelmini: “Troppi insegnanti. Ci sono più bidelli che carabinieri”

Come avevamo scritto nelle anticipazioni della puntata di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, ieri sera è stata ospite della trasmissione il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, e, come previsto, il dibattito si è concentrato molto sulla manifestazione di sabato, il C-day, che oltre a difendere la Costituzione, difendeva la pubblica istruzione, contro i finanziamenti statali alle private.

Così la Gelmini risponde a chi sostiene che lo stipendio degli insegnanti è troppo basso: “Sono pagati pochissimo perché sono troppi, sono quantitativamente superiori al fabbisogno”. Il ministro ricorda che un insegnante di scuola superiore con 15 anni di anzianità “guadagna 20 mila euro in meno del collega tedesco. Questo non è giusto, ma se si aumenta il loro numero all’infinito sono proletarizzati“.

Ma ieri sera ce n’era per tutti, anche per i bidelli. Così parla il ministro Gelmini: “la spesa nella scuola è aumentata del 30% negli ultimi 10 anni. Sono quasi 200 mila i bidelli, vengono spesi 600 milioni per le imprese di pulizia, ci sono più bidelli che carabinieri per avere delle scuole sporche“. Per la Gelmini la scuola “deve tornare a essere un ascensore sociale” e quindi “bisogna cambiare le regole“.

Quanto alla manifestazione in difesa della Costituzione e della scuola pubblica tenutasi sabato, per la Gelmini, è ”assolutamente legittima”, ma ”nasce da un presupposto sbagliato: che il governo abbia attaccato la scuola pubblica“.

Forse qualcuno ha capito male.

Detto questo, a detta della Gelmini, “molti di quelli scesi in piazza mandano i figli alla scuola paritaria. Non è una contraddizione, ma lo trovo incongruente, forse non hanno fiducia nella scuola pubblica“.

Nella trasmissione di Fazio la Gelmini assicura che i tagli non sono alla scuola, ma agli sprechi. E riguardo al punto più acceso del dibattito di ieri, ovvero che la scuola privata deve rimanere privata, e come tale non deve essere pagata con i soldi di tutti, il ministro ribadisce di essere favorevole al fatto che ci siano investimenti privati nelle università. “Non c’è nulla di male se i privati entrano nei consigli di amministrazione delle università. Bisogna superare la contrapposizione tra pubblico e privato“.

E per superarla, d’altra parte, si dovrebbero usare i soldi di tutti per dare un privilegio (quello di frequentare la privata) ai pochi che se lo possono permettere.

Sara Moretti

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