Gemelline scomparse, il registratore non è di Schepp

Arriva una notizia shock da Cerignola, in provincia di Foggia:

i pezzi del registratore audio a cassette ritrovati due settimane fa sui binari vicino alla Stazione ferroviaria, non appartengono al registratore di Matthias Schepp, l’ingegnere svizzero, padre delle gemelline scomparse Alessia e Livia, 7 anni. L’uomo si è sucidato la sera del 3 febbraio, proprio gettandosi sotto i binari della stazione in provincia di Foggia, morto investito da un treno Eurostar Milano-Bari. Matthias oltre alle domande sul perchè abbia compiuto il folle gesto, lascia, dopo la sua morte, il mistero sulla sorte delle bambine. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Foggia, dopo il ritrovamento, hanno fotografato i pezzi e li hanno mandati alla ditta costruttrice, la Olimpus.

I tecnici dell’azienda, sulla base di un primo esame, ne avevano stabilito la compatibilità con il modello normalmente utilizzato da Schepp. Successivamente a una verifica più approfondita, compiuta anche nei depositi della società, hanno invece stabilito che quello di Schepp è un modello vecchio, ormai fuori produzione, mentre i pezzi del registratore ritrovati lungo i binari appartengono a un modello più recente. Tra i reperti c’erano anche delle cuffiette. Nei giorni scorsi, proprio in seguito al ritrovamento, lungo i binari sono state svolte approfondite ricerche del nastro del registratore dove, nel lungo e misterioso viaggio, dalla Svizzera, attraverso la Francia, verso l’Italia, Schepp potrebbe aver lasciato qualche traccia interessante.

Gli inquirenti sono in attesa dei risultati dell’autopsia sul corpo di Schepp, corpo che, inutile dirlo, era irriconoscibile. I risultati più significativi potrebbero venire dall’esame tossicologico. L’uomo potrebbe avere ingerito alcool in preda alla disperazione. E’ una bottiglia trovata lì vicino a far pensare all’assunzione di alcool prima del fatale gesto.
Attesa anche per i risultati del microchip del navigatore satellitare per auto che è stato inviato prima negli Usa e poi in Corea.

Sara Moretti

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