Operai Fincantieri protestano e si scontrano con forze dell’ordine

Gli operai di Fincantieri hanno dovuto alzare la voce e non solo quella per riuscire ad essere ascoltati dai dirigenti dell’azienda, dai giornali e dalle rappresentanze politiche. Da un po’ di tempo, per riuscire a farsi sentire, per avere attenzione anche dai media, è necessario alzare e non poco, la vece, i toni delle discussioni, solo se si compiono azioni eclatanti, altrimenti non si fa notizia.

Così gli operai della Fincantieri che rischiano il proprio lavoro, per molti unico sostentamento per la famiglia, sono dovuti ricorrere alla violenza, dopo giorni di proteste caduti nel dimenticatoio. Eppure, nel periodo di crisi che sta passando il paese, notizie del genere dovrebbero avere la precedenza su tante altre che, invece, potrebbero passare in secondo piano.

A Genova ci sono stati tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla questura e due operai sono rimasti feriti. Nonostante questo il questore ha ascoltato una delegazione dei manifestanti che chiedeva attenzione e un incontro con le autorità competenti per risolvere il problema dei licenziamenti. Manifestazioni non sono mancate nemmeno in altre città dove l’azienda è presente nel paese, come Ancona e Riva Trigoso, mentre a Castellammare di Stabia sono stati messi sotto sopra gli uffici del Comune per tutta la notte.

Azioni decise, che finalmente hanno dato i loro frutti. Dopo tutti i tafferugli finalmente il Governo ha mosso i primi passi: il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha convocato i vertici della Fincantieri e i sindacati per venerdì 3 giugno, cercare una soluzione. Ma gli operai hanno chiesto che all’incontro partecipi il Presidente del Consiglio direttamente e non il Ministro Romani.

La rabbia degli operai è tanta, dopo che l’azienda ha annunciato drastici tagli all’interno dell’azienda e che i loro appelli non venivano ascoltati. Infatti dopo un incontro a Roma, nella sede di Confindustria, era stata decretata la totale chiusura dell’impianto di Castellammare di Stabia.

Anche l’Unione Europea si mobilita per la crisi della Fincantieri, proponendo di utilizzare i soldi del Fondo europeo di aggiustamento per la globalizzazione, per fronteggiare la crisi occupazionale che sta colpendo l’azienda.

Una crisi che porterebbe ancora di più l’Italia fronteggiare una crescente disoccupazione e povertà che è la preoccupazione principale dell’Istat, dove viene evidenziato che un italiano su quattro sperimenta la povertà.

Ci sarebbe da dire che la crescita tanto acclamata dal Ministro del Tesoro Tremonti dov’è e dove si vede, perché i cittadini sperimentano solo la crisi, quella vera.

TC

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