Achille Barosi si era salvato ma è tornato dentro Le Constellation per salvare un’amica ed è morto
Achille Barosi era riuscito a lasciare Le Constellation e a mettersi in salvo ma si è accorto che la sua amica era ancora dentro ed è tornato nel locale per salvarla
Achille Barosi non c’è più. In questi giorni abbiamo sentito dire molte cose sui ragazzi che erano a Crans-Montana durante la strage di Capodanno. Ma è soprattutto dalle loro voci, da chi c’era, che si può capire il vero dramma che hanno vissuto nei pochi attimi che hanno cambiato per sempre la loro vita. Molto si è parlato di quelle riprese, delle immagini dei cellulari e del fatto che non siano usciti subito ma le storie, sono tante e diverse, come quella di Achille Barosi che purtroppo, è una delle sei vittime italiane della strage.
Ed è per questo che oggi, è importante anche ascoltare le parole dei parenti delle vittime, dei ragazzi che si sono salvati, per capire che cosa è successo davvero.
Il coraggio di Achille Barosi tornato nel locale per cercare una amica
“Non era uno sprovveduto, non sarebbe mai tornato indietro per riprendersi un cellulare. Era uscito senza un graffio, ma è tornato indietro per salvare un’amica. Lei si è salvata, lui no“. Nonostante il dolore, parla con orgoglio Michele Rescigno, lo zio di Achille Barosi, il 16enne milanese morto nell’incendio a Le Constellation, a Crans Montana, in Svizzera, la notte di Capodanno.
Sono diverse le testimonianze dei ragazzi che sono rimasti illesi e che hanno avuto modo di raccontare tanti atti di coraggio visti in pochi minuti, subito dopo l’incendio. E Achille Barosi, è uno dei quei giovani che ha perso la sua vita, per salvare quella di una persona a cui teneva: “Quando è riemerso da quel locale in fiamme si è reso conto di non avere più accanto una ragazza a cui teneva, una di quelle amicizie che nascono fra coetanei. È tornato indietro per dare una mano, pensando di avere il tempo di poterlo fare” ha raccontato lo zio del ragazzo.
La famiglia ha saputo di questo gesto tramite Giuseppe Giola, il primissimo ragazzo trasportato al Niguarda, amico di Achille e che era con lui quella sera, lo racconta oggi proprio lo zio del ragazzo in una intervista a Repubblica.
Achille Barosi viene ricordato dallo zio con parole piene d’amore. Era un ragazzo splendido e adorava andare in vacanza a Crans-Montana, dove la famiglia aveva una casa. “Probabilmente se n’è andato nel luogo che adorava di più, che l’aveva reso più felice. Ma non si può morire così, per l’imperizia e la negligenza di qualcuno” ha detto lo zio del giovane.