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I ragazzi italiani morti a Crans-Montana: per Giovanni, Achille ed Emanuele c’è la conferma del dna

Le ultime notizie da Crans-Montana: dei sei ragazzi italiani dispersi, tre sono stati identificati con il dna e la loro morte è stata confermata

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Le ultime notizie da Crans-Montana, quelle che non avremmo mai voluto dare. Una notte interminabile, vissuta con il fiato sospeso e il telefono in mano, nell’attesa di una chiamata che nessun genitore dovrebbe mai ricevere. È stata una serata con il cuore in gola per le famiglie dei ragazzi italiani coinvolti nel devastante incendio scoppiato nella discoteca Le Constellation di Crans-Montana, dove il bilancio provvisorio parla di quaranta vittime, decine di feriti e ancora alcuni dispersi.

Per ore i parenti hanno saputo che i risultati degli accertamenti genetici erano imminenti. Poi, una dopo l’altra, sono arrivate le comunicazioni ufficiali: prima l’identificazione di otto giovani svizzeri, quindi la conferma più temuta anche per tre ragazzi italiani. I loro nomi sono Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese; Achille Barosi, 16 anni, di Milano; ed Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese residente a Dubai. L’identificazione è avvenuta grazie all’esame del Dna effettuato all’Ospedale di Losanna, incrociando i profili genetici forniti dalle famiglie con quelli dei corpi recuperati all’interno del locale.

Le ultime notizie da Crans-Montana

Giovanni Tamburi frequentava il liceo scientifico “Righi” di Bologna ed era in vacanza a Crans-Montana insieme al padre Giuseppe. Nelle ore successive alla tragedia, la madre Carla Masiello aveva lanciato accorati appelli televisivi chiedendo notizie del figlio e sollecitando un intervento diretto anche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Achille Barosi, studente dell’artistico delle Suore Orsoline a Milano, era amico di Giuseppe Giola, uno dei ragazzi rimasti feriti e successivamente trasferiti a Milano, e di Chiara Costanzo, tuttora dispersa. Secondo le testimonianze, Achille era riuscito inizialmente a mettersi in salvo, ma sarebbe rientrato nel locale per recuperare il giubbotto e il cellulare, rimanendo intrappolato nell’inferno di fumo e fiamme.

Emanuele Galeppini, 17 anni, era considerato una promessa del golf internazionale ed era inserito nel ranking mondiale giovanile. Viveva a Dubai con la famiglia, ma si trovava a Crans-Montana per trascorrere le vacanze di fine anno. Il suo nome era stato fatto purtroppo sin dall’inizio di questa drammatica vicenda ma i familiari hanno chiesto di attendere gli esiti del dna prima di ufficializzarne la morte.

A Crans-Montana tutto il dolore delle famiglie

La conferma ufficiale dei decessi è arrivata dalla polizia elvetica, che aveva già informato i familiari con il supporto di psicologi specializzati. Ora sarà la Farnesina a occuparsi delle delicate procedure per la riconsegna delle salme e il loro trasferimento in Italia.

Nelle ore successive all’annuncio, genitori e parenti, devastati dal dolore, hanno lasciato uno dopo l’altro Crans-Montana. Alcuni di loro sono stati assistiti dal Dipartimento della Protezione civile italiana: famiglie che spesso si conoscevano già, legate da seconde case in Svizzera e da figli cresciuti insieme tra le montagne vallesane. C’è chi aveva persino condiviso la cena di San Silvestro, prima di salutare i ragazzi diretti in discoteca per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

A Crans-Montana tre ragazzi italiani ancora dispersi

All’appello mancano ancora Riccardo Minghetti, romano; Sofia Prosperi, ticinese ma nata a Roma; e Chiara Costanzo, milanese. Per quest’ultima, il padre Andrea ha confessato di non avere più speranze: «La mia amata Chiara non c’è più», ha detto dopo essere stato contattato dagli investigatori impegnati nelle analisi del Dna.

Ore concitate anche per le famiglie di Sofia e Riccardo. Sofia Prosperi, 15 anni, vive a Castel San Pietro, nel Canton Ticino, dove si era trasferita da bambina per seguire il padre. La notte di Capodanno stava festeggiando al “Constel” con alcune amiche quando l’incendio si è propagato rapidamente nel seminterrato. La sua presenza nel locale è stata confermata da alcuni video girati pochi istanti prima dell’innesco delle fiamme: immagini che mostrano un ultimo momento di spensieratezza, diventate ora una testimonianza straziante.

La ragazza frequentava l’International School of Como e, secondo alcune ricostruzioni, era entrata in discoteca con almeno altri quattro amici. Tra loro anche un 16enne di Cantù, ora ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni su circa il 30% del corpo, dopo il trasferimento da Ginevra. Sofia è stata inserita solo in un secondo momento nella lista dei dispersi, grazie alle segnalazioni di chi l’aveva riconosciuta nei filmati della serata.

Prosegue senza sosta anche la ricerca di Riccardo Minghetti. Il padre, accompagnato da amici e conoscenti, ha continuato a spostarsi tra i vari ospedali svizzeri nella speranza che il figlio sia tra i feriti non ancora identificati. In contatto costante con la dirigente scolastica del liceo scientifico “Stanislao Cannizzaro” dell’Eur, scuola frequentata da Riccardo e dalla sorella Matilde, l’uomo si aggrappa a ogni possibile spiraglio.

Matilde, racconta la preside, si è salvata perché al momento dell’incendio si trovava all’esterno del locale. «È sconvolta – spiega – perché lei è riuscita a salvarsi, ma il fratello potrebbe essere rimasto dentro la discoteca». Queste al momento le ultime notizie da Crans-Montana.

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