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Il papà di Chiara Costanzo morta a Crans-Montana: “telefonata che un padre non dovrebbe mai ricevere”

Sono sconvolti i genitori di Chiara Costanzo, la prima vittima italiana identificata dopo la strage di Crans-Montana

chiara costanzo crans montana

E’ Chiara Costanzo la prima vittima italiana di cui è stata confermata l’identità dopo la strage di Crans-Montana. E purtroppo, nelle prossime ore, potrebbero esserci altre drammatiche notizie per le famiglie che stanno aspettando informazioni. Ci sono tanti ragazzi italiani ricoverati in condizioni gravi e meno gravi ma ci sono anche almeno sei dispersi. La speranza è che siano in ospedale e che non sia stato per il momento possibile riconoscerli mentre vanno avanti tutti i lavori di identificazione per dare un nome alle vittime di questa stage.

E poi c’è la famiglia di Chiara che deve invece fare i conti con la più tragica delle notizie. “Ho appena ricevuto la telefonata che non dovrebbe mai arrivare a un padre. Un dolore sordo, indicibile: la mia amata Chiara non c’è più” ha detto il papà della sedicenne, in una intervista al Corriere della sera.

Il papà di Chiara Costanzo ricorda sua figlia

E’ innaturale che un padre perde la figlia, che una mamma debba dire addio a una ragazza così giovane. Lo ribadisce il papà di Chiara Costanzo, provato da quello che sta accadendo. Fino all’ultimo hanno sperato che la ragazza fosse in ospedale mentre invece, era purtroppo, tra le vittime alle quali si doveva dare un nome.

“Sto andando in auto da Crans-Montana a Sion con mia moglie. Lì le autorità ci hanno detto che c’è la task force svizzera, italiana e israeliana che lavora sul Dna dei corpi, per restituire ufficialmente un nome a chi l’ha perso. Stanno cercando di accelerare il più possibile i tempi delle analisi scientifiche, ma sarà ancora lunga” ha detto l’ex dirigente di una casa farmaceutica.

E poi parole piene d’amore per Chiara, che purtroppo non c’è più. “Chiara era a più straordinaria che abbia mai calcato la Terra. Non lo dico perché non c’è più. Eccelleva in tutto ciò che faceva, sia a scuola sia nello sport. Era un’ottima ginnasta artistica, sciava in modo impeccabile, amava la natura e parlava inglese come una madrelingua. Aveva una curiosità pazzesca e una disciplina naturale, mai ostentata“.

Tra i tanti ragazzi ascoltati in queste ore, anche presenti alla festa, il racconto è uguale per tutti: non hanno mai temuto di essere in pericolo, frequentavano spesso il locale e non hanno mai pensato che potesse succedere qualcosa di così drammatico. Lo ribadisce anche il padre di Chiara Costanzo: “Avevano scelto Le Constellation per caso, in altri non c’era posto. È andata con amici che l’amavano molto anche per il suo senso dell’umorismo e dell’autoironia“.

Il dolore adesso è più grande della sete di giustizia. Non so nemmeno se arriverà mai. Ora ho solo un grande vuoto” ha detto nella sua intervista al Corriere della sera il padre di Chiara Costanzo che purtroppo, non c’è più.

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