Meredith, c’è una speranza per Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Caso Meredith- Dopo quattro anni si apre uno spiraglio di luce, per usare le stesse parole che ha utilizzato Raffaele Sollecito per commentare la notizia. Infatti, nel delitto di Perugia, c’è stata una svolta, che potrebbe mandare le indagini al punto di partenza, ovvero a zero. Sembrerebbe infatti, secondo la perizia sulle tracce di Dna trovate sull’arma del delitto, che il sangue sul coltello non apparterrebbe alla vittima, la studentessa Kercher uccisa quattro anni fa e per la cui morte sono in carcere Raffaele e Amanda, all’epoca dei fatti fidanzati. Il padre di Sollecito ha affermato che si deve prendere atto una volta per sempre che quei due ragazzi, Amanda e il figlio Raffaele, con l’omicidio non c’entrano. I periti nominati dalla Corte d’Appello d’Assise di Perugia hanno ritenuto non attendibili gli accertementi effettuati dalla Polizia scientifica sulla lama del coltello e il gancetto del reggiseno della studentessa Meredith Kercher.Dunque ieri, alla buona notizia, Amanda Knox avrebbe festeggiato in carcere, fiduciosa che questo potrebbe cambiare il suo destino e quello dell’ex fidanzato Raffaele Sollecito. Nella deposizione della perizia dei 2 consulenti, si mette in evidenza il fatto che potrebbe non essere di Meredith il dna rinvenuto sull’arma del delitto, al contrario, sul gancetto del reggiseno della ragazza universitaria, sul quale all’epoca dei fatti fu ritrovato il dna di Raffaele Sollecito, i periti sollevano il dubbio poichè gli accertamenti non sarebbero attendibili. Hanno infatti dichiarato che in realtà non sussistono elementi scientificamente provanti la presenza di presunte cellule di sfaldamento sul reperto.

 

 

 

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