Ragazza morta per gioco erotico ultime notizie: si sono svolti oggi i funerali

Si sono svolti oggi, nel pomeriggio, i funerali di Paola Caputo, la ragazza 24 enne di Guagnano, provincia di Lecce, trovata morta la notte tra venerdì e sabato scorso, in un garage in zona Settebagni, a Roma. Com’è noto, la ragazza era in compagnia di un’amica e di Soter Mulè: i tre stavano praticando l’arte dello shibari, un gioco erotico che prevede che almeno uno del partner venga legato con una fune particolare, piena di nodi e, una volta bloccati gli arti e il torace, sia appeso al soffitto. In quel caso le ragazze appese così, ad una fune, erano due: Paola e Federica.

Paola, come sappiamo, è morta: durante il gioco erotico si è sentita male, ha perso i sensi e, svenendo, ha trascinato giù con il suo peso anche l’amica Federica, ora ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Andrea di Roma. Paola invece è morta in quella sera: la causa del decesso è stato il soffocamento provocato dalla fune. Come se fosse morta impiccata. Oggi, a una settimana di distanza, la famiglia ha potuto dare l’ultimo saluto alla ragazza. Ecco le ultime notizie.

I funerali di Paola si sono svolti nel pomeriggio nella Chiesa della Madonna del Carmelo di Guagnano, la sua città natale. La famiglia ha chiesto massimo rispetto e riservatezza, vietando l’ingresso di telecamere e fotografi durante la cerimonia. La salma di Paola era giunta nel corso del primo pomeriggio nel leccese, da Roma. La camera ardente è stata allestita nella casa di famiglia di via Brunetti, quella stessa casa che, solo nel 2006, fu teatro di un’altra tragedia: in quell’anno infatti i Caputo persero il figlio 16 enne, a causa di un incidente stradale. Il feretro di Paola è stato trasportato in spalla alla chiesa dove è stato accolto con un applauso lunghissimo. Il paese di Paola è ancora sotto shock: nessuno sembra realizzare che quello che è accaduto è accaduto proprio a lei, ragazza solare, sorridente, allegra, amante della vita. Nel corso nella messa funebre, durante l’omelia il parroco don Nino De Carlo ha rivolto un monito ai giovani dicendo: “Dal suo esempio imparate che la vita non è un gioco“.


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