Strage a Firenze, la rabbia del sindaco Renzi

Gianluca Casseri, un estremista di destra con simpatie neonaziste,  nella giornata di ieri ha compiuto una strage a Firenze, in una delle zone più note: piazza Dalmazia. L’uomo, alle 12:30, ha ucciso due immigrati di origine senegalese e ne ha feriti altri tre. Due ore dopo, nel parcheggio di piazza del Mercato Centrale, si è ucciso, mentre era in corso in conflitto a fuoco con le forze dell’ordine. La rabbia dei connazionali delle vittime è tanta, per tutta la giornata di ieri sono scesi in piazza a gridare “Italia razzista”. Le vittime sono Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni. Il primo abitava a Sesto Fiorentino in via Puccini e risulta clandestino secondo gli accertamenti dei carabinieri. L’altro aveva un regolare permesso di soggiorno e abitava in via Primo Settembre. Con loro in piazza Dalmazia è stato colpito un altro senegalese, Moustapha Dieng, 34 anni, ricoverato in prognosi riservata a Careggi. Gli altri due connazionali che Casseri ha ferito gravemente nel quartiere di San Lorenzo sono Sougou Mor 32 anni, e Mbenghe Cheike, 42 anni. I commenti da esponenti del mondo della politica e dalla gente comune sono arrivati come un fiume in piena. Napolitano ha detto “No ad ogni forma di violenza”. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha parlato di frutti avvelenati: “Pochi giorni fa il pogrom al campo Rom di Torino, oggi la caccia al nero e la strage per le vie e le piazze di Firenze. È più che un campanello di allarme. Anni di odio verso il diverso, il gay, il rom, il nero. Anni di predicazione contro integrazione e una società multiculturale danno ora i loro frutti avvelenati”. Parole di sconcerto anche per lo stesso sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha fatto sapere: “Oggi è un giorno che Firenze non avrebbe mai voluto vivere, un giorno di dolore incredibile: un killer xenofobo ha distrutto non solo delle vite umane, ma ha seminato la disperazione in un’intera comunità, che non è solo quella senegalese ma è tutta quella fiorentina. Credo sia giusto – ha proseguito il sindaco – che i cittadini fiorentini si facciano carico di un piccolo gesto di attenzione che è quello, non soltanto di consentire la sepoltura secondo i riti previsti dell’imam che domani sarà con noi in Palazzo Vecchio assieme al ministro Riccardi, ma anche delle spese per rimpatriare le salma. L’atto xenofobo e criminale di questo folle – ha aggiunto, riferendosi all’omicida Gianluca Casseri -, lucido nella sua follia, ha colpito al cuore Firenze. Siamo di fronte a un gesto di una persona che ha evidenti stampi razzisti e xenofobi. Siamo comunque di fronte a un gesto solitario: non siamo davanti a un sommovimento di centinaia di persone che mettono a ferro e fuoco una città, ma di un uomo che nella sua assoluta follia xenofoba decide di uccidere a colpo sicuro. Io – ha continuato – non vedo analogie tra le vicende di Torino con questa di oggi a Firenze: sono cose diverse”.

 

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