Arrestato boss Rocco Aquino, era tra i latitanti più pericolosi

Rocco Aquino è stato finalmente arrestato, era nella lista dei cento latitanti più pericolosi, si nascondeva dal luglio del 2010 nel sottotetto di casa sua dopo essere sfuggito alla cattura durante l’operazione Crimine. A tradirlo è stata la passione per il calcio, per la marina di Gioiosa Ionica, squadra del campionato di promozione calabrese dove giocano due dei suoi figli.

I carabinieri del Ros conoscevano bene l’amore che aveva per il calcio, così come avevano già avuto il sospetto che il boss Aquino si nascondesse in una specie di bunker nascosto nell’abitazione della sua famiglia. Infatti pochi mesi fa i carabinieri aveva perquisito per due giorni di seguito quella casa senza trovare traccia del latitante. Poi la tenacia è stata premiata quando a causa dell’espulsione dei due figli dal campo di calcio non ha resistito alla rabbia e ha inviato un sms dal telefonino di un suo parente ad una tv locale che segue le cronache calcistiche e che manda in diretta i messaggi dei telespettatori. Per i carabinieri è stata la conferma che attendevano quando hanno scoperto la provenienza del messaggio. Quando hanno fatto irruzione nell’appartamento hanno dovuto superare l’opposizione della moglie e di uno dei figli ma questa volta non sarebbero usciti di lì senza Rocco Aquino. Hanno cercato ovunque fino a quando hanno notato che sul soffitto c’era una strana muratura. Con alcuni attrezzi hanno aperto la botola scoprendo che nel sottotetto c’era un bunker che nascondeva uno dei capi della ‘ndrangheta.

La cattura di Aquino è un grande risultato che pone fine all’era del latitante di Aspromonte. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri ha sottolineato che il boss non si è mai allontanato dal suo territorio per tutelare i suoi interessi, in particolare il traffico di droga.

 

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