Melania Rea: i segreti della caserma di Parolisi, a Quarto Grado

Se da un certo punto di vista, con la condanna all’ergastolo di Salvatore Parolisi, si è messo, almeno per il momento, un punto sulla morte di Melania Rea, da un’altro punto di vista la caserma in cui Salvatore Parolisi lavorava rimane ancora avvolta da tanti, troppi misteri. Pensiamo per esempio al fatto che, dopo la scomparsa di Melania, avvenuta il 18 aprile del 2011, Parolisi va in caserma, per cancellare ogni prova della sua relazione coniugale con la soldatessa Ludovica. Ma non è questa l’unica stranezza della struttura, attorno a cui sembrano ruotare anche altre relazioni extraconiugali, ma non solo: si parla di punizioni corporali per avances non ricambiate, traffico illegale di droga e acquisto abusivo di felpe da parte delle allieve ruotano tutte attorno al presidio di Ascoli Piceno. Ieri a Quarto Grado si è fatto il punto della situazione su quelli che sono tutti i misteri della caserma di Ascoli Piceno.Nel corso della puntata di Quarto Grado è stato intervistato un colonnello della Caserma che ha commentato così “gli scandali” che hanno coinvolto la struttura militare: “L’impatto emotivo è stato molto forte. Cinque casi con tre esposti anonimi e privi di ogni fondatezza. In altri due casi ci sono state due denunce sporte da alcune soldatesse con provvedimenti immediati. Questo reggimento è sano e lavoriamo con serenità. Dal prossimo blocco di dicembre, affluiranno uomini e donne come su tutto il territorio nazionale.” Una soldatessa intervistata dalla giornalista di Quarto Grado ha invece parlato del comportamento che aveva Parolisi, dopo la morte di Melania. Ecco le sue dichiarazioni: “Scherzava parecchio: ci stava molto lontano ma con i suoi colleghi dava l’impressione di essere sereno. Perché avere questo atteggiamento se è morta tua moglie a cui tenevi tanto? In televisione lo vedevamo afflitto e addolorato ma in caserma era sorridente. Insomma, un po’ Dottor Jekyll e Mister Hyde. Ricordo Parolisi in comportamenti molto intimi con un’altra recluta tra abbracci affettuosi. Era tutto il contrario di tutti gli altri istruttori. Non abbiamo subito stupri o molestie”.

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