Melania Rea uccisa da una donna? Parla la zia a Pomeriggio Cinque

Melania Rea è stata uccisa da una donna? O comunque, c’era una donna sul luogo del delitto? La notizia l’aveva data, qualche giorno fa, Oggi. Abbiamo visto nel corso della scorsa settimana, Giangavino Sulas, il direttore del settimanale, in studio da Barbara D’Urso, a mostrare quelle che sarebbero le prove della presenza, sulla scena del crimine, nell’ambito dell’omicidio di Melania Rea, di una donna. In particolare, ci sarebbero due brillantini, che sarebbero stati ritrovati nelle scarpe di Melania, che avvalorerebbero questa tesi. Nel corso della puntata di ieri, 27 novembre 2012, di Pomeriggio Cinque, è voluta intervenire la zia di Melania, per chiarire determinate cose. In particolare, nella puntata andata in onda abbiamo assistito ad una discussione abbastanza accesa tra la donna e il direttore di Oggi.Sostanzialmente, quello che la zia di Melania ha voluto dire a Sulas, riguarda il fatto che la presenza di quei brillantini non implica per forza il coinvolgimento di una donna sulla scena del crimine. Secondo la zia della vittima infatti, se bisogna tenere in considerazione elementi come questi, bisognerebbe considerare anche i peli di cane ritrovati sul corpo della 29enne di Somma Vesuviana.La famiglia di Somma Vesuviana dunque non sembra credere a quest’ipotesi: come ha spiegato anche la zia, dovrebbe esser stata proprio sfortunata la donna che, nella colluttazione  con Melania, avrebbe perso due brillantini, che sarebbero finiti proprio nelle sue scarpe.

Si capisce, come ha sottolineato anche ieri Barbara D’Urso, che per la famiglia il colpevole è già stato identificato e condannato in primo grado: si tratta di Salvatore Parolisi, il marito di Melania.

Parolisi è sempre stato l’unico indagato nella vicenda e in primo grado è stato condannato all’ergastolo, nonostante continua a dirsi innocente ed estraneo ai fatti.

Vi ricordiamo che le ultime notizie sul caso di Melania Rea e sulla sua morte, le potete trovare in tempo reale, ogni giorno, anche su Facebook, cliccando qui.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.