Delitto Cogne: la Franzoni esce dal carcere dopo 11 anni

Anna Maria Franzoni esce dal carcere. Undici anni dopo il noto delitto di Cogne, la madre del piccolo Samuele Lorenzi, ucciso la mattina del 30 gennaio 2002, condannata a 16 anni di reclusione per l’omicidio, è stata ammessa a svolgere lavoro esterno dal carcere di Bologna. La Franzoni potrà quindi uscire la mattina per poi rientrare la sera nella struttura della Dozza.
La donna è stata ammessa al lavoro esterno da lunedì scorso. Ogni mattina si reca a lavoro presso una cooperativa a Bologna. La Franzoni era stata condannata il 21 maggio 2008 dalla Corte di Cassazione e riconosciuta colpevolte in via definitiva per il delitto del figlio Samuele.  Il caso, soprannominato “Delitto di Cogne”, ha avuto subito una nota rilevanza mediatica soprattuto per via delle diverse interviste alle quali la donna si è sottoposta. Erano tutte strategie attuate per smistare le accuse e indagini su di lei. Inizialmente, la Franzoni, infatti, cerco furbamente di accattivarsi l’appoggio dell’opinione pubblica per difendersi dalle accuse di omicidio.

Il piccolo Samuele Lorenzi, di tre anni, è stato ucciso il 30 gennaio del 2002 a Cogne, presso la casa in cui viveva con la famiglia. Nel marzo dello stesso anno, Anna Maria Franzoni è stata arrestata per ordine del gip di Aosta, Fabrizio Gandini, con l’accusa di omicidio volontario. Il 30 marzo verrà poi scarcerata per la mancanza di indizi a suo sfavore. A settembre viene riconfermato l’arresto. A gennaio la Franzoni partorisce un altro bambino. Nel frattempo la Franzoni si affida al suo avvocato Taormina, fino al 2007 quando nomina avvocato di fiducia Paola Savio.
Lo stesso anno, la Corte dichiara la Franzoni colpevole ma le riduce la pena a 16 anni di carcere.
Nel 2008 a Milano, Anna Maria Franzoni è condannata a tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per diffamazione ai danni del procuratore di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo.

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