Calabria, arresti ‘Ndrangheta: giudice finisce in manette


In Calabria un’operazione di arresti per quel che concerne persone legate alla ‘Ndrangheta ha portato a mettere le manette anche ad un giudice. Ad effettuare l’operazione è stata la Polizia di Reggio Calabria. Sono sette le ordinanze di custodia cautelare, indirizzate ad alcuni affiliati della cosca Bellocco. Quest’ultima opera soprattutto nell’area della Piana di Gioia Tauro.

A finire in manette è anche un ex giudice del Riesame, ovvero Giancarlo Giusti, 47 anni. Le accuse per lui e le altre persone arrestate nell’operazione contro la ‘Ndrangheta sono di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione in atti giudiziari. Il giudice finito in manette era già agli arresti domiciliari perché condannato precedentemente.


Un ottimo risultato per la Polizia di Stato di Reggio Calabria, che ha portato avanti delle indagini non semplici coordinate dalla Procura Distrettuale di Catanzaro. Il giudice finito agli arresti è stato sospeso dalle sue funzioni già a seguito della condanna precedente. E’ infatti stato arrestato nel 2012, a marzo, nel corso di un’operazione della Dda di Milano. Qualche mese dopo ha ricevuto la condanna a quattro anni e anche in quel caso l’accusa era quella di corruzione in atti giudiziari. In carcere aveva tentato di uccidersi, ma si intervenne repentinamente per impedirlo. Riuscì in seguito ad ottenere gli arresti domiciliari a causa delle sue condizioni di salute. Il giudice finito in manette nell’ambito di questa operazione concernente la ‘Ndrangheta calabrese ha lavorato presso il Tribunale di Palmi e quello di Reggio Calabria.

Insomma, questa operazione della Polizia di Stato di Reggio Calabria ha portato ad ottimi risultati, arrestando sette persone ritenute coinvolte nella ‘Ndrangheta a vario titolo. Si attendono ulteriori aggiornamenti.


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