Trentino Alto Adige: 90 milioni di euro per i consiglieri regionali

Una cifra impressionante, soldi pubblici che andranno direttamente a finire nelle tasche di privati, 90 milioni di euro circa da spartire tra i 130 rappresentanti regionali del Trentino Alto Adige, premiati con nessun criterio reale.

Evviva l’anzianità – Chi ha collezionato maggiori presenze prende di più. E poco importa se nel corso degli anni, i consiglieri regionali del Trentino Alto Adige non abbiano presentato alcuna interrogazione, non importa neppure se ciò che hanno fatto, se qualcosa hanno fatto, lo abbiano fatto male. Quei soldi arriveranno, in un modo o nell’altro. Lo dice una legge costruita ad hoc, in casa propria, sotto la tutela dello Statuto Speciale.

La confessione forzata – Sotto la spinta della stampa locale (L’Adige su tutti) e del Movimento 5 Stelle, i consiglieri regionali si sono convinti a rivelare la cifra esorbitante. Ma non è stato semplice. Tuttavia, alla fine, il presidente del consiglio regionale del Trentino Alto Adige Diego Moltrer ha ceduto e così la lista dei super rimborsi ora è di pubblico dominio.

“In realtà – spiegano Di Lorenzo Galeazzi e Emiliano Liuzzi de Il Fatto Quotidiano – la lista dei consiglieri (in carica ed ex) era conosciuta da tempo, quello che però non si sapeva era quanto i rappresentanti delle province autonome di Trento e Bolzano si preparano a incassare. E i numeri sono da capogiro: solo per fare qualche esempio Giorgio Holzmann, parlamentare Pdl dopo una carriera sotto le Dolomiti, si sta per mettere in tasca quasi un milione di euro. Meno di Eva Klotz, leader del Süd-Tiroler Freiheit e pasionaria dell’indipendentismo altoatesino, che incasserà quasi un milione e 136 mila euro. L’elenco è lungo – sottolineano i giornalisti – e le cifre possono lievitare fino al milione e mezzo di euro per i consiglieri di più lungo corso”.

Si è vinta una battaglia ma non la guerra – “Finalmente si fa luce su questa spesa assurda – commenta Köllensperger del M5S -, si sono disegnati una legge su misura per scappare con il malloppo in tasca. Noi siamo pronti ad andare fino in fondo: ci rivolgeremo alla Corte dei conti e valuteremo se la legge è costituzionale. Siamo solo a metà dell’opera – sottolinea Köllensperger – perché ora che sappiamo chi ha percepito un fiume di denaro, chiederemo ai colleghi di fare un bel gesto. Quello di fare come noi, che prendiamo 2500 euro al mese e il resto lo versiamo in un conto che servirà a scopi sociali come la creazione di un fondo a sostegno del microcredito per le realtà del territorio”.

Pensare che la norma, approvata durante la scorsa legislatura in Trentino Alto Adige, aveva paradossalmente lo scopo di tenere sotto controllo la spesa pubblica destinata ai vitalizi, fa pensare purtroppo che questa storia, non avrà un lieto fine. Sopratutto per noi cittadini.

 

 

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