Movimento 5 Stelle: su Twitter è lite fra Grillo e Pizzarotti

La crisi del Movimento 5 Stelle continua. Dopo l'espulsione dei senatori dissidenti (con tutte le conseguenze derivanti) e i guai giudiziari del loro leader, Beppe Grillo arriva allo scontro con Pizzarotti, il sindaco di Parma a 5 stelle

Il momento no del Movimento 5 Stelle stenta a placarsi. Ancora una volta Beppe Grillo deve fare i conti con l’iniziativa “non concordata” di uno dei suoi. Nello specifico di Federico Pizzarotti, volto forte del Movimento e sindaco di Parma.

Dopo il caos scoppiato a seguito delle espulsioni dei quattro senatori “dissidenti” e la condanna a quattro mesi nei confronti di Beppe Grillo per aver violato i sigilli giudiziari di una baita No Tav nei pressi del cantiere di Chiominto in Piemonte, infuria l’ennesimo litigio all’interno del Movimento.

Al leader del Movimento 5 Stelle non è piaciuta l’ultima “iniziativa autonoma” del sindaco di Parma. Nella fattispecie, si tratta dell’incontro con i sindaci ed i candidati sindaci M5S organizzato a marzo dallo stesso Pizzarotti ma, sostiene Grillo, “in alcun modo concordato con lo staff”, né con lo stesso ex comico genovese che, pertanto, lo ha “scomunicato” su Twitter. Immediata la replica di Pizzarotti ancora sul social network: “L’incontro è stato organizzato come quello dello scorso anno. Se fare rete non va bene, fate voi”.

I rapporti tra Grillo e Pizzarotti, in realtà, si sono raffreddati da tempo. Il sindaco, il primo a portare i 5 stelle in una grande città viene guardato ora con sospetto, soprattutto dopo aver mal digerito le espulsioni dei quattro senatori dissidenti dal gruppo: “Non capisco le motivazioni”, aveva scritto su Facebook ventiquattro ore dopo la cacciata. Poi, il giorno dopo, la presentazione del suo libro a Milano e tra gli ospiti c’era – pensate – anche il deputato Pd Pippo Civati, colui che tra i dissidenti del M5S intravede una nuova maggioranza tutta di centro sinistra: “Sia chiaro – ha specificato Pizzarotti -, non c’è nulla di studiato, è una coincidenza, un evento organizzato da tanto tempo”. C’è chi pensa addirittura che il sindaco di Parma sia nella “black list” di Beppe Grillo da tempo. Giovanni Favia, ex M5S (espulso), ora consigliere comunale in Emilia Romagna, afferma: “Pizzarotti è nella black list di Beppe Grillo da tempo, ancora non lo hanno espulso solo perché hanno paura che a toccarlo esploda la scissione del Movimento. Federico è nella black list di Grillo perché prima lavoravamo insieme, e quando venni espulso io Pizzarotti non fece il talebano con me, si comportò senza prendere le distanze. E ancora di più perché, appena diventato sindaco, avrebbe voluto Valentino Tavolazzi, il primo espulso via blog, come direttore generale del Comune di Parma”.

 

La crisi a 5 stelle – Le difficoltà del Movimento nell’organizzazione delle liste per le prossime amministrative ed europee sono poi un altro tassello della crisi che sta attraversando il mondo a 5 stelle. L’M5S rischia seriamente di sfaldarsi. Al Senato, in particolare, i “ribelli” sono troppo e sembra scontato il varo di un nuovo gruppo parlamentare autonomo. La “Caccia alle Streghe” attuata da Grillo sembra aver destabilizzato anche i più fedeli. Intanto, i quattro senatori espulsi prima dall’Assemblea poi dalla Rete, tirano in ballo Gianroberto Casaleggio e lo accusano di intervenire sulla gestione del fondo per le Pmi al quale i parlamentari grillini destinano le eccedenze delle diarie: manca chiarezza e, alla fine, gli unici a trarne beneficio, secondo i quattro espulsi, sarebbero gli istituti bancari. Vito Crimi ha subito replicato: “Sono falsità. Il fondo è gestito dal ministero dello Sviluppo economico con un’apposita commissione di cui non facciamo parte e sulla cui composizione non abbiamo alcuna influenza”.

 

 

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