Yara, i genitori chiedono rispetto a tv e giornali


Dal 26 febbraio, giorno del ritrovamento del corpo della piccola Yara Gambirasio, in tv e sui giornali si continua a parlare di come possa essere stata uccisa la tredicenne e soprattutto da chi. Adesso però è arrivato il momento di trovare pace: lo chiedono i genitori della piccola di Brembate. Affidano le loro parole all’Ansa e scrivono una lettera per chiedere che i media abbiamo rispetto per la loro difficile situazione. Che senso ha mandare in onda video dei saggi in cui la ragazza eseguiva i suoi esercizi di ginnastica? A cosa potrebbero servire quelle immagine evidenziate del suo corpicino che danzava? Se lo chiedono i genitori di Yara che ora ribadiscono ancora una volta di non autorizzare in nessun modo la messa in onda di queste immagini. Troppo dolore per una famiglia che sta provando a ricostruire una vita che si possa definire normale.

Leggere e sentire tutti gli sviluppi delle indagini già fa male ma perchè vedere anche immagini di quando Yara, ignara di quello che le sarebbe accaduto, danzava felice? Oppure i video in cui leggeva durante la messa? A cosa servono? A ben poco anche perchè fin’ora nessuna ipotesi trova riscontro. Ma vediamo quello che i genitori di Yara hanno scritto in una lettera pubblicata sul sito dell’Ansa.


Vorremmo esprimere pubblicamente il nostro sentimento di amarezza e di sdegno nei confronti di chi, in maniera spasmodica e pressante, continua ad invadere il nostro dolore di famiglia angosciata da un dramma indescrivibile. Non capiamo e non giustifichiamo questo continuo accanimento giornalistico nella ricerca di fotografie o di video raffiguranti nostra figlia Yara. Rimarchiamo la nostra volontà di non autorizzare l’emissione di queste immagini, che ai fini investigativi non sono di alcuna utilità. Vi preghiamo di non nascondervi dietro il paravento del diritto di cronaca, abbiate semplicemente rispetto ed umiltà per la nostra situazione. Stiamo cercando di ricostruire un nuovo equilibrio familiare ed il clima che state creando non ci sta aiutando. Infinitamente grati, Famiglia Gambirasio“.


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