Bufera su Padova: non affittano appartamenti a meridionali e stanieri

accuse su padova: no affitti a meridionali

Un dirigente Asl di Caserta ha deciso di denunciare una realtà folle sulle difficoltà che si riscontrano cercando un appartamento in affitto a Padova. L’uomo cercava per la figlia una casa per permetterle di studiare all’università. Ma ciò che ha trovato in rete l’ha lasciato senza parole. Il medico ha così deciso di rendere pubblico quanto accaduto, attraverso i social. Quando, però, ha visto come il suo messaggio sia riuscito a creare un’accesa polemica, ha deciso di cancellarlo. Così, il sito de Il Fatto Quotidiano ha pensato bene di rintracciare il dirigente, che però è risultato irrintracciabile. La sua ricostruzione dei fatti è stata poi confermata da diversi studenti universitari. Il dirigente casertano ammette, nel suo post prontamente cancellato, che i prezzi in rete per l’affitto di appartamenti non sono molto alti. Ma sarebbero state le clausole a sconvolgere il medico. Quest’ultimo ha infatti condiviso diverse offerte di appartamenti da lui trovati in rete, facendo notare come tutti abbiano delle preferenze sulla nazionalità, sul colore della pelle e sulla regione di provenienza.

PREGIUDIZI PER GLI AFFITTI APPARTAMENTI ULTIME NOTIZIE: ESCLUSI MERIDIONALI, RAGAZZI DI COLORE E GAY

Dal messaggio pubblicato dal dirigente casertano si intuisce come molte persone abbiano ancora dei pregiudizi. Vi sono, ancora oggi, proprietari di appartamenti che non intendono affittare ai meridionali, ai gay, alle coppie con figli. In particolare, i meridionali esclusi dagli affitti di appartamenti sarebbero soprattutto i napoletani e i siciliani. Altri proprietari scrivono addirittura sui loro annunci: “Solo ragazze di bella presenza del Nord, no meridionali.” I proprietari di appartamenti padovani hanno, dunque, diversi pregiudizi nei confronti degli studenti che hanno intenzione di proseguire il loro studi all’università. Questa notizia ha creato una grande bufera in tutta Italia e soprattutto al Sud. Ancora una volta, i meridionali si ritrovano ad essere disprezzati dai loro stessi connazionali. Ma anche i gay non vengono accettati per l’affitto delle case e questo dato ovviamente non viene per nulla apprezzato.

PREGIUDIZI E INTOLLERANZA A PADOVA: LA RICHIESTA DELL’UNIONE DEGLI UNIVERSITARI

Gli studenti, a questo punto, non si sono tirati indietro e hanno raccontato la loro esperienza nella città di Padova. Quanto scritto dal medico casertano non è una semplice polemica, ma si tratta di una verità allarmante. I giovani raccontano di vivere in tre o in quattro in un appartamento e di essere loro stessi a cercare i loro coinquilini. Quando, però, li trovano devono sottoporli al vaglio del proprietario. Solitamente non vengono accettati i ragazzi di colore, i quali potrebbero creare malumori nel vicinato. Anche l’Unione degli Universitari di Padova hanno confermato questa realtà. Enrico Mazzo spiega di aver registrato diversi casi di alcuni ragazzi non accettati poiché migranti. “Ci sono in alcune case dei cartelli che specificano il no ad alcune categorie di persone. Come Studenti Udu Padova e Rete degli studenti medi esprimiamo la nostra totale indignazione nei confronti di questo genere di clausole nei contratti d’affitto e chiediamo che vengano presi provvedimenti rispetto a questa follia.” Questa è la richiesta dell’Unione degli Universitari di Padova. Quanto sta accadendo mostra sicuramente il pregiudizio di molte persone italiane nei confronti degli stessi connazionali e non. Questa, per Enrico Mazzo, è una cosa inaccettabile. Anche il Sunia ammette che nella città di Padova vi sono questi vincoli. E’ quasi impossibile trovare casa. Il segretario locale del Sunia ricorda un episodio decisamente inaccettabile: “A mia suocera tre anni fa hanno scritto sulla bici: “Terrona”. Qui non cambia”.

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