‘Ndrangheta, dieci amministratori locali finiscono in manette

Un’ampia operazione ha portato all’arresto di 170 persone tra Italia e Germania per ‘Ndrangheta. Tra questi dieci amministratori locali sono finiti in manette. Si tratta di assessori, sindaci, vicesindaci e presidenti dei consigli comunali di Mandatoriccio, Cirò Marina, Strongoli, San Giovanni in Fiore e Casabona. A finire in manette è stato anche Nicodemo Parrilla, presidente della Provincia di Crotone che era stato eletto lo scorso anno ottenendo ben il 62,2% di voti. Gli arresti arrivano a seguito di un’inchiesta che è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Nel corso della notte i carabinieri del Ros hanno dunque arrestato ben 170 persone per ‘Ndrangheta, 39 delle quali sono agli arresti domiciliari mentre le altre sono state condotte in carcere. 

Maxi operazione porta all’arresto di amministratori locali per ‘Ndrangheta

Oltre agli arresti, l’operazione ha portato anche a molti sequestri effettuati dal Noe di Catanzaro e dai militari appartenenti al Comando provinciale di Crotone. L’operazione prende il nome di “Stige” e a firmare l’ordinanza di custodia cautelare è stato Giulio De Gregorio, gip di Catanzaro, su richiesta del procuratore Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dei sostituti Fabiana Rapino, Alessandro Prontera e Somenico Guarascio. Le accuse per le persone arrestate nel corso della notte sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, favoreggiamento, estorsione, corruzione elettorale e turbativa d’asta. L’epilogo arriva a seguito di anni di indagini, riportati in più di 1300 pagine. E’ così emerso quanto la ‘Ndrangheta controlli in maniera meticolosa l’area che si trova tra Cosenza e Crotone. Ad avere in mano la situazione erano il clan Giglio di Strongoli e la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina. Così all’alba di oggi sono avvenuti gli arresti non solo in Calabria, ma anche in altre zone di Italia e addirittura in Germania. Qui infatti operava una cellula distaccata. La ‘Ndrangheta però operava soprattutto in Calabria in vari settori, come i servizi portuali, il mercato ittico, ma anche la distribuzione di prodotti di tipo alimentare, i servizi di lavanderia industriale, senza dimenticare lo smaltimento di rifiuti. La ‘Ndrangheta aveva inoltre le mani anche nella gestione dell’accoglienza dei migranti, nella distribuzione di bevande, nelle agenzie di slot-machine, nei servizi di onoranze funebri, negli appalti per il taglio dei boschi della Sila e nella gestione dei lidi. Insomma, l’operazione “Stige” è riuscita a smantellare buona parte dell’operato della ‘Ndrangheta in Calabria ma anche in Germania, dimostrando ancora una volta quanto le organizzazioni mafiose siano presenti anche nelle amministratori locali, dove diversi esponenti sono finiti in manette.

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