Tragedia per la famiglia di Oreste Lionello, è il figlio Davide l’uomo travolto dalla metro
E' morto il figlio di Oreste Lionello, è Davide l'uomo travolto dalla metro a Roma
E’ il figlio di Oreste Lionello l’uomo travolto dalla metro a Roma. Una tragedia che si è consumata ieri pomeriggio 25 gennaio 2026, che ha messo fine alla vita di Davide Lionello; un dramma che, come dice la famiglia, si poteva evitare. Adesso non c’è solo il dolore c’è anche la rabbia. Oreste Lionello non c’è più dal 2009, aveva 81 anni, ieri a Roma è morto suo figlio, aveva solo 52 anni ma forse anche tanta sofferenza.
Dicono che si sarebbe lanciato sui binari mentre era in arrivo il treno, ieri pomeriggio, un dramma avvenuto nella fermata Subaugusta della linea A in direzione Battistini. Ma il figlio di Oreste Lionello era ricoverato nella clinica Villa Mendicini, era lì già da due anni. >>>
E’ morto Davide, il figlio di Oreste Lionello
La notizia ieri di un uomo evidentemente suicida travolto da un treno della metro A aveva sconvolto tutti, un altro caso che parla di fragilità e di dolore. Oggi la notizia che quell’uomo era Davide Lionello, il figlio di Oreste Lionello celebre attore e doppiatore.
Davide era separato e aveva una figlia di 14 anni. Era giovanissimo quando ha deciso di seguire le orme del padre Oreste, di entrare come lui nel mondo dello spettacolo. I giovanissimi magari non sanno chi sia Oreste Lionello, gli esordi in Rai negli anni ’50 fino al successo con il Bagaglino, più di tutto ha lavorato con i più grandi autori e attori del varietà, oltre ad avere prestato la voce a Woody Allen in tutti i suoi film.
Di Davide oggi parla sua sorella Alessia, spiega che dal 2004 entrava e uscita dagli ospedali, era in cura per una malattia psichiatrica: “Gli avevano diagnosticato il bipolarismo e dal 2004 faceva avanti e indietro con gli ospedali. Da 2 anni era ricoverato presso la clinica Villa Mendicini”.
Cosa è successo ieri lo dice la sorella in lacrime: “Una tragedia. Non sappiamo con quale permesso sia potuto uscire dalla clinica, né cosa sia successo. Mio fratello era imbottito di medicinali, avevo chiesto che gli venisse cambiata la cura ma mi avevano risposto di non intromettermi”.
“Questa non è una malattia facile, mio fratello era una persona intelligentissima, piena di curiosità. Negli ultimi tempi aveva perso la voglia di vivere. Vogliamo accertare di chi siano le responsabilità perché certe cose non accadano più”. Dolore e rabbia del tutto comprensibili e che lasciano senza parole.