Federico Ruffo a Storie Italiane: il giornalista di Report si commuove abbracciando Eleonora Daniele dopo l’attentato sventato


Una croce disegnata con la vernice rossa, il pianerottolo della casa cosparso di benzina: è questo quello che è accaduto presso l’abitazione di Federico Ruffo il giornalista di Report che ha indagato sui possibili collegamenti tra la ‘ndrangheta e gli ultras della Juventus. Le inchieste di Report e di Federico Ruffo a quanto pare hanno disturbato qualcuno. Oggi il giornalista ha deciso di raccontare quello che è successo in tv. Lo ha fatto nella trasmissione Storie Italiane, commuovendosi mentre veniva accolto da un caloroso abbraccio e dal saluto di Eleonora Daniele. 

FEDERICO RUFFO RACCONTA A STORIE ITALIANE QUELLO CHE E’ SUCCESSO LA NOTTE IN CUI HANNO TENTATO DI DARE FUOCO A CASA SUA 

Le parole di Federico nella puntata di Storie Italiane del 15 novembre 2018:

“E’ successo tutto molto velocemente, io stavo dormendo. In piena notte ho sentito un rumore molto forte, mi sembrava la ciotola del cane. Mi sono accorto però che il cane stava dormendo con me. Quindi sono uscito a vedere cosa stesse accadendo. Ho fatto un paio di passi e sono scivolato perchè a terra era pieno di benzina. Mi sentivo tutto l’odore della benzina addosso. La prima cosa che ho fatto ho chiamato i miei perchè mi sono preoccupato per loro che abitano al piano di sotto. Io non avevo neppure visto questa croce quando ho acceso la luce mi sono accorto che mia madre stava fissando il muro e la croce.”

La Daniele gli chiede quindi che idea si sia fatto di quanto accaduto:


“Il pensiero più forte è stato per i miei cani, oltre per i miei perchè se loro fossero stati fuori poteva succedere altro. Il mio cane è molto malato e già soffro. Ho pensato subito all’inchiesta sul calcio perchè da prima ancora che andassimo in onda c’è contro di noi una campagna di odio. E’ una guerra di minacce, prima ancora che succedesse tutto questo ho ricevuto messaggi di persone che neppure conosco, perfino ieri ci sono stati questi messaggi di chi si rammarica che alla fine non siano riusciti a dare fuoco alla casa.”

Il giornalista di Report spiega che non avrebbe voluto che la notizia fosse diffusa: 

“Io non volevo che questa cosa si sapesse, questa gente non deve ottenere nulla. Poi però i colleghi hanno fatto il loro lavoro e la notizia è arrivata alla stampa. Io non ne volevo parlare, è soltanto l’ennesimo gesto inutile. La notizia deve incontrare il gusto di queste persone e per questo si reagisce in questo modo, non importa se una notizia sia vera o falsa. Questa gente ragiona in questo modo. La colpa è nostra, dei giornalisti. Dovevamo accorgerci prima, questo è solo l’ennesimo capitolo. Una fake news non può avere lo stesso valore di una notizia vera. La gente ancora mi chiede perchè dobbiamo associare questa cosa alla Juventus…”


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