La lettera dei genitori di Davide Astori, non riescono a leggerla ma la affidano a tutti

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E’ passato un anno dalla morte di Davide Astori ma è come fosse accaduto ieri, forse, come scrivono i genitori nella lettera che hanno diffuso, questo accade perché continuando a raccontarlo non lo dimenticheremo mai. E’ ciò che chiedono Anna e Renato Astori, che chi lo ha conosciuto, seguito, amato, continui a parlare di lui. Non sono i ricordi a farli soffrire, anzi ogni volta per loro è come riabbracciarlo. Il loro è un dolore che non si può raccontare, la lettera che hanno scritto nei giorni in cui per tutti inevitabilmente il ricordo riaffiora più intenso parla di un anno “CON Davide ma in un modo diverso”. La vita della mamma e il papà del capitano della Fiorentina è cambiata, le loro voci le ha trasformate la sofferenza, sono così diverse che confidano che nemmeno Davide adesso le riconoscerebbe. “Un anno senza Davide non si può raccontare. Non esistono le parole, ma forse neanche servono, perché in fondo quello appena passato è stato un anno CON Davide, in un modo diverso e che non avremmo mai voluto scoprire, ma comunque insieme a nostro figlio” inizia con queste parole la lettera dei genitori di Davide Astori. Frasi toccanti che loro hanno scritto e voluto diffondere.

I GENITORI DI ASTORI CHIEDONO A TUTTI DI NON SMETTERE DI RACCONTARE DI DAVIDE

“Ecco, insieme è la parola che vorremmo pronunciare più forte, ma non possiamo – continuano così  la lettera – La nostra voce oggi non è più quella che Davide ha sentito sin da bambino e forse adesso farebbe fatica a riconoscerla, perché il dolore l’ha cambiata per sempre – e prosegue – Per questo non riusciamo a leggere questa lettera e affidiamo a voi i nostri sentimenti, così come tanti amici hanno fatto in questi giorni in cui il ricordo si è fatto inevitabilmente più intenso”.

Non serve certo questa circostanza a Renato e Anna: “Per noi Davide non è un ricordo che si attenua o si riaccende a seconda delle circostanze: Davide è una presenza, è vicino a noi ogni istante”. In questo anno tantissime persone hanno loro ripetuto che lui era speciale: “… dotato di una gentilezza rara, spesso disarmante. Ed è vero. Davide non doveva sforzarsi per esserlo, è sempre stato così, sin da bambino: naturalmente, istintivamente, gentile. Ma guai a scambiarla per debolezza o remissione: era la sua forza. Davide era fortissimo, era la roccia a cui aggrapparci. Per questo noi oggi cerchiamo di essere forti come lui, ma soprattutto come lui ci vorrebbe”.

Ed è per questo che rivolgono una richiesta a tutti: “Continuate a ricordarlo e non stancatevi di raccontarlo. Rivederlo sorridere in una foto, osservarlo correre nelle immagini, sentirlo nei vostri aneddoti non ci fa soffrire: per noi è come riabbracciarlo ogni volta”.

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