Pesaro, donna segregata in casa per 50 anni muore nell’indifferenza: nessuno l’aveva più vista dopo le elementari


pesaro donna segregata in casa da 50 anni

E’ incredibile la storia che arriva dalla provincia di Pesaro, dove una donna segregata in casa per 50 anni muore nell’indifferenza generale. Nessuno aveva più visto questa persona dopo le scuole elementari e a quanto pare andava bene così per la comunità di Apecchio, in provincia di Pesaro. La donna ha vissuto la sua vita in totale solitudine, un fantasma che nessuno vedeva mai, sepolta viva in casa sua. E’ deceduta a 59 anni, e il suo nome era Luciana Simoncelli. Aveva vissuto in quella casa in una frazione di Apecchio, Serravalle di Carda, in cui abitano circa 350 persone. Una piccola comunità, dove sicuramente tutti si conoscevano, ma che non si era posta il problema di questa donna.

DONNA SEGREGATA IN CASA PER 50 ANNI MUORE NELL’INDIFFERENZA GENERALE DI UN PAESINO IN PROVINCIA DI PESARO

Secondo quanto emerso, nessuno aveva più avuto notizie di Luciana Simoncelli dalle scuole elementari. Addirittura il medico di famiglia, il Dott. Massimo Valentini, non l’aveva mai incontrata prima di vederla priva di vita presso l’obitorio. Pare che fosse davvero molto magra. Per questo è stata richiesta un’autopsia al fine di accertare le cause della morte. Il medico ha raccontato a Il Resto del Carlino di essersi recato delle volte, negli ultimi 25-30 anni, in quell’abitazione. In quelle circostanze aveva chiesto alla madre della donna fantasma di poterla incontrare e visitare. La madre però avrebbe sempre negato all’uomo tale possibilità. Il Dott. Valentini ha dunque detto di non averne fatto parola con le forze dell’ordine e con nessun altro perché non aveva ritenuto che ci fossero dei problemi.

Lo scorso weekend però ha visto per la prima volta Luciana, purtroppo priva di vita, per accertarne il decesso. La 59enne è apparsa evidentemente denutrita e dunque il medico si chiede cosa sia successo e perché fosse arrivata a pesare così poco. Prima di lui, a constatare la morte della donna segregata in casa per 50 anni, era stata la guardia medica in servizio, il Dott. Lorenzo Di Biasio. A Il Resto del Carlino ha detto di essere stato contattato verso le ore 7, e che nel corso della telefonata gli era stato già comunicato che la donna era morta. Una volta arrivato presso la sua abitazione, è salito nella sua stanza e l’ha trovata distesa sul letto. Da un primo esame pare fosse morta già da qualche ora. La sua camera era buia, con le finestre chiuse e pare non ci fossero nemmeno le lampadine nel lampadario per poter accendere la luce.

A questo punto la sorella della donna morta ha raccontato che da qualche giorno la 59enne aveva deciso di non mangiare più ritirandosi in casa. Solo in seguito è emerso che in realtà la donna viveva segregata in casa da circa 50 anni. Il medico legale ha dunque chiesto delle cartelle cliniche con degli esami e anche la carta di identità. In entrambi i casi gli è stato risposto dalle donne che non ne erano in possesso perché non aveva mai effettuato analisi mediche e non aveva richiesto un documento di riconoscimento. Il Dott. Di Biasio ha chiesto alle donne perché non avessero mai chiamato i soccorsi, viste le condizioni in cui viveva la 59enne. La sorella ha risposto che lei non voleva assolutamente e che si sarebbe messa ad urlare. Una situazione davvero assurda sulla quale si indagherà per fare chiarezza.

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