Biella, lo scandalo delle cremazioni multiple per guadagnare di più raccontato a Le Iene

A Biella è esploso lo scandalo delle cremazioni multiple: la Socrebi cremava più corpi insieme per guadagnare di più
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Biella è stata scossa dallo scandalo delle cremazioni multiple per guadagnare di più. La storia è stata raccontata a Le Iene da Andrea Agresti. Secondo quanto si apprende, venivano effettuate cremazioni multiple così da dimezzare i tempi e ottimizzare i guadagni. A documentare tutto sono stati i dipendenti dei fratelli Ravetti, ora rinviati a giudizio. Nello scandalo sono coinvolte circa 600 famiglie alle quali sono stati restituiti i resti dei loro cari, probabilmente mescolati a quelli di altri. Il servizio lascia a bocca aperta per il metodo utilizzato nel mettere nel forno crematorio più corpi, anche quelli i bambini.

Lo scandalo delle cremazioni multiple travolge Biella e quasi 600 famiglie

Andrea Agresti, nel suo servizio, documenta quanto accadeva all’interno di quel forno crematorio grazie ai video girati dai dipendenti. Quest’ultimi hanno deciso di denunciare quello che accadeva lì dentro. I parenti delle persone cremate si chiedono ora se le ceneri di cui sono in possesso appartengano o meno ai loro cari.

Alessandro Ravetti, titolare della Socrebi, la Società cremazioni Biella che si occupa della gestione del Tempio crematorio della città, sarebbe uno dei responsabili di questo scandalo. La sua società avrebbe imposto di cremare più corpi alla volta nel forno, così da ridurre i tempi per guadagnare di più. I dipendenti però, sdegnati dai metodi di cremazione che gli venivano imposti, con i loro smartphone hanno deciso di riprendere quello che accadeva all’interno del forno crematorio.

A parlare con Andrea Agresti è stato uno di loro, Filippo, il quale ha raccontato: “Ci veniva chiesto, per accontentare il continuo incremento delle cremazioni, di aumentare le bare all’interno del forno“. L’ordine lo ricevevano proprio da Alessandro Ravetti, che gestiva l’attività insieme al fratello Marco. L’obiettivo era quello di velocizzare il più possibile le cremazioni per consegnare quanto prima le ceneri ai familiari dei defunti. In questo modo le cremazioni raddoppiavano e con loro anche le entrate. In compenso diminuivano i consumi relativi all’utilizzo del forno crematorio. Secondo i dati dell’Asl di Biella, solo nel 2017 sono state effettuate 3.250 cremazioni. Cremando insieme due corpi, il numero delle cremazioni effettivamente praticate sarebbe la metà.

Oltre a questo, il dipendente racconta anche dei tempi di cremazione. Per far sì che un corpo sia cremato, servono circa 2-3 ore. Le cremazioni effettuate dalla Socrebi invece, duravano appena un’ora. Se la combustione non era terminata, veniva messa all’interno un’altra bara. Per quanto riguarda le bare di zinco, che richiedono un tempo più lungo di combustione, il problema veniva aggirato aprendole e mettendo i corpi in casse di legno. Il punto è che le famiglie versavano una cifra di 1.300 euro per la cremazione nella bara in zinco, mentre quella in una bara normale costava 560 euro.

Insomma, una storia che ha dell’incredibile raccontata da Andrea Agresti a Le Iene. Per vedere il video, clicca qui.

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