Noi denunceremo-Dovranno pagare: su FB un gruppo per chi chiede verità dalla bergamasca


Oggi dolore, disperazione, rabbia, senso di impotenza, domani giustizia, verità, chiarezza. E’ quello che sperano di avere tutti i cittadini che vivono nella provincia di Bergamo e che ogni giorno, dicono addio a un parente, a un amico, a un collega, a un conoscente. Nasce su Fb il gruppo Noi denunceremo-Dovranno pagare che, come racconta Valseriana News, ha lo scopo di raccogliere le testimonianze di quello che è successo in questo ultimo mese perchè dopo, quando ci sarà modo di fare domande, si dovranno anche avere delle risposte.

I creatori del gruppo, che hanno perso un loro caro spiegano: “La nostra unica finalità è quella di avere risposte perché se anche uno solo di questi morti si poteva evitare, chi ha sbagliato dovrà pagare. Non è nostro compito giudicare. Non siamo né avvocati né giudici, ma raccoglieremo tutto il materiale possibile per ottenere giustizia”.

Sono tante sul gruppo le foto di chi non ce l’ha fatta, dei parenti che danno un loro ultimo saluto sui social a mamma, papà, zii…Non possono essere presenti al momento della sepoltura ma sono lì con il cuore. E non vogliono certamente che si parli di loro come numeri, per questo danno un volto a una storia. Lo fanno con il dolce ricordo, con una descrizione, con il dolore nel cuore.

NASCE IL GRUPPO NOI DENUNCEREMO-DOVRANNO PAGARE PER LE FAMIGLIE DELLA BERGAMASCA

Le testimonianze di chi cerca sui social conforto e preghiere:

26 marzo 2020, 23.45. Ospedale di Zingonia, mi arriva la chiamata
“Sig. mi duole comunicare che nonostante tutti gli interventi e l’ossigenazione col casco, suo padre è morto”Mi è cascato il mondo addosso. Come vorrei poterlo salutare un’ultima volta, e invece per colpa di sto virus, nemmeno posso organizzare il funerale.

Buonasera a tutti, mio zio è morto 2 giorni fa per Covid 19, a 61 anni, al Papa Giovanni di Bergamo. Lascia 4 figli disperati, 3 nipotini e una moglie distrutta, con diverse patologie importanti. Ebbene, mia zia è in quarantena e ad oggi nessun tampone le è stato effettuato. In più con lei in quarantena c è il figlio di 28 anni. Siamo devastati dal dolore. Sanitari al fronte lasciati alla mercé di loro stessi , pazienti come soldati che muoiono soli e noi a casa ad aspettare una telefonata, che spesso ha il suono lugubre della morte. Io non voglio vendetta, voglio e vorrò soltanto che i responsabili di questa strage, alla fine di tutto, paghino il prezzo salato che ad oggi stiamo pagando solo noi. Una preghiera per i nostri caduti e un abbraccio a tutti voi, da cuore a cuore.

Ma anche messaggi di rabbia:

Tutti dobbiamo ricordarcene, tutti dovremo raccontare quel che è successo e dovrà essere la nostra unica missione per onorare la memoria di chi è stato assassinato dalla miseria di uno stato che non esiste, uno stato senza un protocollo serio per uno scenario tanto plausibile! Tutti dovremo chiedere giustizia! almeno sta volta dobbiamo tirar fuori i coglioni e non abbassare la testa! Per i nostri cari, per i nostri amici! Le mie condoglianze

Per chi volesse raccontare la sua storia, fare la sua denuncia, il nostro sito è pronto ad ascoltare ogni racconto.

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