Eleonora seviziata e uccisa a morsi da suo marito: l’uomo lascia il carcere per l’emergenza coronavirus


Di quella notte, Marco Manfrini, ricorda ben poco. Dice di essersi addormentato con il sorriso di sua moglie nella testa. Le forze dell’ordine però Eleonora Perraro la trovano morta, proprio vicino a lui. In una pozza di sangue, con il corpo martoriato. Lui è al suo fianco, con tutti i vestiti sporchi di sangue, non ha la dentiera che viene ritrovata vicino al cadavere della donna. Capire quello che è successo è drammatico ma allo stesso tempo non troppo complicato per medici e forze dell’ordine: la donna è stata seviziata, picchiata, uccisa a morsi e forse anche strangolata. Non hanno dubbi sul colpevole: suo marito. Oggi il presunto assassino di Eleonora, il tre gradi di giudizio non si sono ancora espressi, lascia il carcere. Il suo avvocato, preoccupato per l’emergenza coronavirus ne ha richiesto la scarcerazione. Gli arresti domiciliari sono stati concessi perchè tanto, c’è il virus, non può uscire di casa e fare ancora del male.

Nel servizio in onda ieri sera nel corso del programma, ci ricordano una delle prove schiaccianti contro il Manfrini: la sua dentiera, un ponte per i denti. Su quei due oggetti sono state ritrovate tracce di sangue e di dna di Eleonora.

ELEONORA PICCHIATA, SEVIZIATA, UCCISA A MORSI: SUO MARITO LASCIA IL CARCERE

La famiglia di Eleonora stenta a credere che tutto questo stia succedendo. Con il dolore ancora forte nel cuore per la morte di una donna, di una figlia, uccisa barbaramente, la mamma e la sorella di Eleonora chiedono che qualcuno faccia qualcosa. Non riescono a pensare che un uomo così feroce, capace di uccidere una donna che non poteva neppure camminare a causa di una gamba gessata, e capace anche di massacrare il cane di lei a botte, perchè stava cercando di difenderla, possa godere degli arresti domiciliari. Lanciano appelli, scrivono lettere e ieri nella puntata di Chi l’ha visto hanno fatto sentire la loro voce.

E’ per questo che anche noi oggi raccontiamo questa storia. Per chiederci come sia possibile.

In una lettera la mamma di Eleonora precisava:  “Non è infetto. Sia chiaro. Non è in pericolo di vita. Non è in una terapia intensiva attaccato ad una macchina che lo aiuta a respirare. No. È a casa sua senza alcun dispositivo di tracciamento. Con la concreta possibilità che possa andarsene dove vuole”.

Era il settembre 2018, Eleonora aveva tanta voglia di vivere. Un mostro le ha strappato ogni speranza.

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