E’ caccia all’assassino di Micaela Bicego uccisa e poi travolta dall’auto nel parcheggio

Chi ha potuto compiere un gesto simile? Chi ha potuto fare del male a Micaela non una ma ben due volte? Se lo chiedono gli investigatori che indagano per dare un nome al suo assassino. Le ultime notizie che arrivano dalla provincia di Verona ci raccontano che le forze dell’ordine stanno seguendo una pista precisa: quella che porta verso la famiglia di Micaela. Pare che lei e suo marito, poche ore prima della tragica morte, avessero litigato. Sul Gazzettino di oggi 9 luglio 2020 si legge “È stata ammazzata due volte: prima colpita al capo e poi investita con un’auto mentre era riversa a terra, schiacciandole la testa. È morta così, Micaela Bicego, 47 anni, commerciante di Bussolengo nel Veronese“.

La donna è stata trovata da un turista che faceva jogging. Erano circa le 6,30 del mattino, la donna era priva di vita nel parcheggio davanti all’ingresso delle Terme di Colà di Lazise sul Lago di Garda. La vittima è conosciutissima in paese, dove da una vita gestiva il suo negozio “Micaela Corredo Casa” all’interno della galleria del centro commerciale che sorge sulla Gardesana all’ingresso di Bussolengo.

CHI HA UCCISO MICAELA BICEGO? LE ULTIME NOTIZIE DA BUSSOLENGO

Le indagini vanno in tutte le direzioni ma sembra che la pista privilegiata porti alla famiglia della donna; gli inquirenti hanno posto sotto interrogatorio il maritoGiuseppe Bonato, 60 anni, ragioniere, impiegato di VeronaFiere, anche lui originario di Bussolengo e socio con il fratello di un’impresa edile in paese. L’uomo è stato sentito per ore, assieme al figlio di 22 anni, studente universitario a Milano, dai carabinieri della Compagnia di Verona, assieme al pubblico ministero Alberto Sergi che ha condotto l’indagine.

In realtà Micaela e suo marito non stavano insieme da quasi un anno. Anche se non erano ancora divorziati, lei viveva a casa a Lazise mentre il marito vive a Bussolengo. Si cerca però di capire anche come è andata la serata del figlio di Micaela che ha dato l’allarme per la scomparsa di sua madre solo in tarda notte, anche se non era rientrata per cena. La donna è stata uccisa una volta uscita dal suo posto di lavoro? E perchè tardare così tanto prima di chiedere aiuto alle forze dell’ordine? Secondo la prima ricostruzione il giovane avrebbe chiesto aiuto intorno alle 4 del mattino e alle 5 l’auto sarebbe stata segnalata nella zona del ritrovamento del cadavere di sua madre, ma il ragazzo non ha trovato il cadavere di Micaela.

Le indagini vanno avanti e lasciano pensare che l’omicidio di Micaela sia un gesto ben premeditato. Pare infatti che nel parcheggio sia stato trovato anche uno zainetto con dentro una mannaia. Ma quale sarebbe il movente del possibile omicidio? I parenti e gli amici della coppia hanno parlato dei motivi della separazione: un affare finito male del marito di Micaela e i continui litigi, l’uomo qualche giorno fa.

Al vaglio degli inquirenti tutte le telecamere della zona e le celle telefoniche per capire cosa è successo davvero e chi c’era in quel parcheggio. Chi voleva così tanto male da uccidere prima colpendola la donna e poi travolgerla anche con l’auto? Difficile che non siano rimaste tracce, a lavoro tutti per trovare l’assassino.

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