Flavio Briatore si difende: al Billionaire rispettate le regole ma le persone si ammassavano

Dalla stanza del San Raffaele dove è ancora ricoverato in attesa di guarire per poter tornare a casa, Flavio Briatore rilascia la sua intervista e spiega perchè chi la lavorato al Billionaire non ha nessuna responsabilità mentre le colpe sono da dare ai clienti, che non hanno rispettato le regole.

Nella sua intervista per La Stampa, l’imprenditore dichiara: “al Billionaire abbiamo sempre rispettato le regole, facendo entrare il giusto numero di persone“. A suo dire: “non bastava contingentare gli ingressi e predicare il distanziamento non ci può fare nulla nessuno se fai entrare 100 persone in mille metri quadri e loro stanno tutte appiccicate”.

Eppure dai video che circolano in rete, si evince ben altro: se le regole fossero state rispettate, proprio perchè i clienti si ammassavano, il personale avrebbe dovuto invitare tutti a mettere la mascherina, cosa che non è stata fatta. Come si evince da decine di video che sono stati pubblicati sui social nel mese di agosto, a non indossare le mascherine in primis, erano i dipendenti del Billionaire, che la tenevano abbassata, sotto il mento e come si vede nel famoso video postato sui social dalla Lucarelli, la toglievano anche per fischiare e festeggiare con una cliente che celebrava il suo compleanno.

FLAVIO BRIATORE SI DIFENDE: AL BILLIONAIRE REGOLE RISPETTATE

Briatore ci tiene anche a precisare che non è un negazionista ma ha un suo pensiero in merito al coronavirus: “Io sono sempre stato sulla linea del professor Zangrillo . Cioè che il virus bisogna affrontarlo, ma non trasformarlo in un’ossessione”. Quando si parla anche di quello che è successo in quei giorni in Sardegna, e anche della famosa partita di calcetto giocata con Mihajlovic, Briatore spiega: “Se si ragiona così non si fa più nulla, allora tanto vale restare tutti tappati in casa“.

A quanto pare i dipendenti del Billionaire non si sarebbero ammalati mentre lavoravano. Briatore spiega: “Posso solo dirle che non appena è scattato l’allarme abbiamo disposto il tampone per tutti i dipendenti. Abbiamo saputo di ragazzi che a gruppi di 50 o 60 ordinavano le casse di champagne e se le andavano a bere sulla spiaggia insieme con i fornitori. Ballavano e facevano festa sino all’alba. Lì certo non potevamo intervenire.”

Eppure in queste ore, persone che hanno frequentato la struttura raccontano di cose che non andavano affatto bene, e come dicevamo in precedenza, basta anche dare un occhio ai video sui social per capire cosa non stava funzionando. E se è vero che tutto questo non succedeva solo al Billionare, è anche vero che non bisognerebbe continuare a giustificarsi in questo modo ma semplicemente ammettere che qualcosa, non ha funzionato.

In ogni caso, visto che nel locale molte persone hanno anche lasciato numeri di telefono falsi la procura vuole vederci chiaro, se ci saranno delle responsabilità di qualche genere, lo deciderà chi di dovere. Ed è anche vera un’altra cosa che in molti dimenticano: in tanti posti sono state rispettate le regole, ma in tanti altri, ancora oggi, si va avanti continuano a trasgredire. Da nord a sud Italia.

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