Le regioni divise in tre fasce di rischio ma Conte non specifica quali sono le aree che preoccupano di più

Sono ore di grande lavoro per i presidenti di Regione ma anche per il comitato tecnico scientifico, il ministro della salute e il Premier Conte. Sono ore in cui saranno prese delle decisioni fondamentali per cercare di rallentare il contagio causato dal coronavirus. Oggi il presidente del Consiglio ha parlato in Parlamento, elencando quelli che saranno i provvedimenti che verranno presi nei prossimi giorni e spiegando che in Italia non si andrà verso un secondo lockdown ma la decisione presa è quella di indicare delle regioni più a rischio, delle aree più a rischio che saranno divise a loro volta in fasce. E in base al rischio che ci sarà, con i contagi e l’indice RT più alto, arriveranno delle restrizioni più severe. Il premier però non ha fatto i nomi di queste regioni e delle aree che subiranno delle restrizioni più severe, questo ha provocato, il malcontento degli italiani che hanno visto ancora una volta, poca chiarezza nel discorso fatto dal Conte.

Le restrizioni, ha spiegato inoltre il Premier, sono inevitabili perchè la situazione in Italia è in peggioramento.  “La curva – ha sottolineato il premier – corre in ogni continente. L’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi”.

NUOVE RESTRIZIONI PER AREE PIU’ A RISCHIO IN ITALIA: PARLA CONTE

Le parole di Conte: “nel Dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive”. L’inserimento di una Regione in una delle fasce avverrà “con un’ordinanza del ministro della Salute”. “Questi scenari dovranno tener conto – ha spiegato il premier – dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali.”

Non ci sono nomi ma sembra evidente che le due regioni maggiormente in difficoltà in queste settimane sono la Lombardia e la Campania. A queste potrebbe aggiungersi la città di Roma e quella di Bologna. Si era parlato nelle ultime ore di un possibile lockdown anche per le grandi città. Al momento però, nessuna specifica in merito alle regioni interessate dai tre scenari diversi. Non è stato neppure specificato cosa si potrà fare nelle zone che rientreranno nella fascia con il rischio più elevato, nella seconda o nella terza.

Dalle parole di Conte si può dedurre che ad esempio, in una regione come il Lazio, la provincia di Roma potrebbe essere una zona a maggior rischio, a differenza di altre province. Ma è al momento, una deduzione. Il premier Conte ha spiegato che ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonomee che quindi le misure sono state modulate “sulle differenti criticità” delle Regioni.

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