Nuovo DPCM, cosa succede dal 16 gennaio 2021? Il Governo pensa a nuove strette e alla zona bianca

 Sistemata questa settimana, il Governo deve pensare a quello che succederà dopo il 16 gennaio 2021. Ed è per questo che circolano già le prime indiscrezioni che ci permettono di capire quello che potrebbe succederà nelle restanti settimane di questo mese. Un nuovo DPCM che potrebbe valere almeno per un mese: sembra essere questa la strada che il Governo ha intenzione di percorrere. E nel nuovo DPCM che dovrebbe entrare in vigore dal 16 gennaio 2021, non mancheranno restrizioni ma ci saranno anche possibili aperture. Stando a quello che si ipotizza, si potrebbe pensare di prendere decisioni drastiche per dei singoli territori, probabilmente per singole città a prescindere dal colore della regione.

Vediamo di capire meglio.

Cosa succederà dopo il 16 gennaio 2021 in Italia? Le ultime news sul DPCM

Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce, l’esecutivo sta pensando di imprimere un ulteriore giro di vite: se l’incidenza settimanale dei casi è superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatta in automatico la zona rossa. La quota ideale, per non far saltare il contact tracing, è 50 casi su 100 mila abitanti. Se i numeri dovessero essere questi, dal 16 gennaio il Veneto potrebbe essere l’unica regione a diventare rossa.

La proposta, avanzata dall’Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le Regioni. Come riferisce Repubblica, lunedì potrebbe essere il giorno decisivo per valutare se questa proposta potrebbe concretizzarsi.

Il 16 gennaio partirà il nuovo Dpcm, che verrà illustrato dal ministro della Salute Roberto Speranza il 13 gennaio. Secondo le ultime notizie, in vista del nuovo DPCM, l’idea è quella di pensare a una zona gialla rinforzata, come quella che si avrà in molte regioni dall’11 al 15 gennaio 2021. La prima certezza è che saranno confermati i weekend arancioni anche nelle regioni gialle . In questi giorni, ricordiamo che i negozi saranno aperti mentre bar e ristoranti restano chiusi.

Un grande punto interrogativo resta la scuola, anche perchè a quanto pare, ogni regione si sta muovendo in modo autonomo, rispetto a quelle che sono le indicazioni del Governo.

Sempre secondo quanto si legge su un approfondimento di Repubblica, e come era stato anticipato già qualche giorno fa da tutti gli organi di stampa, accanto alle misure più rigide, resta in piedi anche la possibilità di istituire invece fasce bianche (o “verdi”). Si tratta di posti in cui si avrà Rt basso (sotto lo 0,5). In queste porzioni di territorio (Comuni, Province, Regioni) potrebbero, ad esempio, tornare in attività cinema, teatri e palestre.

Nel frattempo l’Italia mette l’acceleratore per quello che riguarda i vaccini, diventando la seconda nazione ad aver vaccinato il maggior numero di persone dopo la Germania, tra le prime dieci al mondo tra l’altro. Un buon segnale dopo i ritardi iniziali.

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