Mauro Bellugi commuove nella prima intervista dopo l’amputazione delle gambe per il Covid

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Ieri sera, nel corso di Live – Non è la D’Urso è andata in onda una esclusiva intervista a Mauro Bellugi, ex calciatore di Inter, Bologna, Napoli e Pistoiese attualmente ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano a causa del Covid. Il virus lo ha costretto all’amputazione di entrambe le gambe per alcune serie complicazioni emerse nel corso del ricovero in ospedale e per la prima volta il 70enne ex calciatore parla di questo momento difficile che sta attraversando in televisione. Lo fa scegliendo Live, il programma condotto da una sua amica, con la quale ha condiviso tanti momenti di vita e si fida di lei, per questo sceglie di raccontarsi a cuore aperto.

Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciare da Mauro Bellugi ai microfoni di Barbara D’Urso.

Mauro Bellugi, prima intervista dopo l’amputazione delle gambe per il Covid

Sembra incredibile, invece è così. Ricoverato agli inizi di novembre a causa del Covid, Mauro Bellugi si ritrova adesso a affrontare una battaglia più grande di lui. L’amputazione di entrambe le gambe si è resa necessaria per la sopravvivenza perché alcune complicazioni del Covid avevano messo in serio pericolo la sua salute.

Comincia una vita diversa, dunque, per l’ex calciatore che si concede ai microfoni di Barbara D’Urso in una intervista esclusiva nella quale afferma che il virus si è portato via le sue gambe. “Senza mia moglie e mia figlia, forse non avrei firmato per l’intervento. Poi ho accettato ma non me la sentivo. Io non pensavo davvero di ricevere l’affetto pazzesco che ho ricevuto. Voglio ringraziare tutta Italia e in particolare la curva Nord dell’Inter che mi ha dedicato uno striscione fuori dall’ospedale“. A distanza di due mesi abbondanti da quel ricovero d’urgenza, Mauro Bellugi si trova ancora in ospedale, in attesa di protesi. La strada da percorrere sarà lunga e tortuosa ma l’ex calciatore ne è consapevole. A Barbara D’Urso confessa di avere passato momenti di grande sconforto all’idea di dover reimpostare la sua vita in modo diverso, ma di avere poi trovato la forza per farlo grazie all’affetto della sua famiglia e delle tante persone che, in questi mesi, gli hanno dimostrato di volergli bene.

Dice in collegamento dal letto di ospedale milanese che lo sta ospitando: “In quei momenti ho pensato che non ero più un ragazzino, ma poi ho detto: perché non andare avanti, non dimostrare che c’è ancora la vita e la voglia di vivere? Solo che sono sessanta giorni che sono qui ricoverato e non riesco a fare niente, se mi cade qualcosa è un problema, non riesco a raccoglierlo. Però ti faccio una promessa: ne vengo fuori, verrò di nuovo qui la prima volta che avrò le protesi“. Mauro Bellugi racconta poi di aver subito l’intervento senza la possibilità di fare l’anestesia totale proprio a causa del Covid: “Vedevo bisonti che correvano per la stanza, ero completamente fuori di me. Stare da soli per due mesi è stata dura. Il virus esiste davvero, la gente scherza e pensa che non esista. State attenti, questa cosa non è uno scherzo“.

Insomma nonostante il momento delicato, Mauro Bellugi sembra non aver perso la forza che lo ha sempre caratterizzato anche in campo. Lotterà fino all’ultimo per tornare a una vita più normale possibile, contando sull’affetto di tutte le persone che gli sono intorno. Tutto questo è reso ancor più complicato dal fatto che in ospedale, non si può vedere nessuno. Fino a qualche giorno fa era stata concessa un’ora di visita ai parenti mentre da questa settimana, non sarà più possibile.

L’ex calciatore comunque non si arrende e promette a Barbara che, appena avrà le sue protesi e starà meglio, andrà da lei.

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