La mamma di Fabrizio Corona a Live: “c’è la possibilità che mio figlio muoia”

Da quando Fabrizio Corona è stato arrestato, sua madre, Gabriella, non ha mai nascosto la paura che possa farsi del male in carcere, a causa della sua malattia. Ed è per questo che ha scelto di parlare di questa difficile situazione anche nello studio di Live-Non è la d’Urso, per provare a spiegare il dramma che suo figlio sta vivendo. Gabriella non ha mai voluto difendere suo figlio per gli errori commessi, ma il fatto che sia dovuto tornare in carcere non è giusto, perchè l’uomo è malato e in cella non può essere aiutato anzi. Nello studio di Canale 5 spiega: “Fabrizio si trova dentro un carcere in gravi condizioni psichiche perchè è stato giudicato in questo modo: deve tornare in carcere“. E infatti da oltre dieci giorni Corona sta portando avanti lo sciopero della fame e della sete.

La paura più grande di Gabriella, che trova appoggio anche nel parere di medici ed esperti del settore, è che suo figlio possa togliersi la vita.

La mamma di Fabrizio Corona a Live: ennesimo appello per suo figlio

Le parole di Gabriella nella puntata di Live:” voglio difendere mio figlio, non deve stare in carcere, ha una patologia severissima confermata anche dall’ospedale di Niguarda. La patologia che è stata sempre diagnostica negli anni è una sindrome bipolare con personalità borderline più depressione. Ci sono referti medici di tantissimi anni”.

La signora Gabriella conferma anche quanto raccontato nella puntata di Non è l’Arena della passata settimana, quando Massimo Giletti aveva spiegato che Corona si era mangiato a morsi la ferita sul braccio. E dichiara: “si è squartato un braccio in profondità, è stato un atto di rabbia e ribellione contro una ingiustizia che viveva da soggetto borderline”. Gabriella conferma anche quanto detto in una delle sue ultime interviste per il Corriere della sera: “c’è la possibilità che mio figlio muoia ed è alta questa probabilità” .

Continua a sperare che si possa fare qualcosa e che suo figlio possa uscire dal carcere per scontare la pena altrove. Lancia quindi un appello, l’ennesimo, al  Ministro della Giustizia: “intervenga, se muore devono tenerselo sulla coscienza, è mio figlio. Mio figlio”. 

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